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L’AUTOBIOGRAFIA

raccontarsi per conoscersi meglio

PROGETTO  GOLD-LOMBARDIA

Materiale

Contenuto
Scheda 1

Approccio al genere

(lezione propedeutica al genere per motivare)

Scheda 2

Che cosa è

(scoprire, condividere, provare a fare)

Scheda 3

Scoprire un interesse  

Dal testo “La mia prima poesia” alla griglia guida (ritornare al passato per scoprire un interesse) + scheda 3bis

Scheda 4

Elementi che caratterizzano

(riconoscere e fissare gli elementi caratteristici)

Scheda 5

Emozioni dimenticate

   Il TE’ di Proust (ricordando riaffiorano emozioni dimenticate)

Scheda 6

Quando ho cominciato

di A. Foà (ricordare per scoprire decisioni importanti)

Scheda 7

I valori della vita 

La terrazza proibita di Mernissi (quando l’autobiografia insegna i valori della vita)

Scheda 8

Che tipo sono ?  

(“giocare” con le parole per … ritrovarsi)

Scheda 9

L’autobiografia attraverso i linguaggi

della poesia di U. Saba ( il linguaggio poetico come strumento introspettivo)

Scheda 10

Conoscersi

(scegliere in modo consapevole dove proseguire gli studi )

DOSSIER DOCUMENTARIO

 

L’AUTOBIOGRAFIA:

RACCONTARSI PER CONOSCERSI MEGLIO

   

    

*      QUADRO DI RIFERIMENTO E MOTIVAZIONI

L’esperienza presentata è stata sviluppata in una seconda media dell’Istituto Comprensivo Statale “L.Tolstoj” di Milano.

Nella classe seconda, solitamente, buona parte delle competenze di base sono state acquisite, soprattutto se i ragazzi, come nel nostro caso, sono motivati allo studio e disponibili all’apprendimento di nuove conoscenze. Tuttavia, proprio in questa fascia d’età, i ragazzi diventano più fragili: le relazioni, sia tra coetanei che tra adulti e ragazzi, spesso si fanno più complesse; essi credono di essere incompresi da tutti, anche dal compagno che, fino a ieri era stato loro amico. La ricerca della propria identità diventa, quindi, un dedalo di situazioni ingarbugliate, da cui a volte è difficile liberarsi. A questo punto il docente, come educatore, ha, verso i suoi allievi, il dovere morale di dare loro degli strumenti utili a conoscersi meglio e di più. Solo conoscendo la propria storia, le proprie risorse e i propri limiti si diventa consapevoli di se stessi e,  acquistata la fiducia necessaria,  è possibile condividere con altri il piacere di stare insieme per imparare e per crescere. Perché, quindi, la scelta della autobiografia? In genere chi si cimenta nella scrittura autobiografica vuole riflettere su se stesso, fare silenzio dentro di sé per ragionare sul percorso di vita compiuto, sulle proprie scelte ripercorrendo le tappe più importanti della propria esistenza (ad esempio l’infanzia, il periodo scolastico, ecc.) L’autobiografia quindi è senz’altro utile a chi la scrive, per riflettere sulla direzione in cui la propria vita sta andando ed eventualmente operare dei cambiamenti, ma è anche utile al lettore. Egli infatti ha modo di conoscere meglio l’autore-protagonista ma soprattutto, attraverso un processo di immedesimazione, ovvero calandosi nei panni del protagonista, di pensare alla propria vita derivandone degli insegnamenti.  

 

*      FINALITA’, OBIETTIVI SPECIFICI E SCELTE DI CONTENUTO

L’attività, incentrata sul racconto di sé, avviata in prima con la produzione diaristica, può considerarsi un tassello autonomo di un progetto triennale basato sulla “conoscenza di sé” che ha, tra le altre finalità, quella prioritaria di far acquisire al preadolescente consapevolezza  e autostima,  anche in previsione delle scelte future ( parte da sviluppare in terza ).

Il percorso, svolto all’interno dell’area letteraria, in particolare nelle due ore settimanali dedicate all’antologia e al laboratorio di poesia, ha perseguito più obiettivi ( conoscere le tecniche narrative dell’autobiografia; apprendere, grazie alla lettura di pagine autobiografiche di alcuni autori, aspetti e valori della vita; conoscere momenti importanti della vita di qualche autore) e ha dato modo ai ragazzi di acquisire alcune specifiche  competenze ( produrre un testo seguendo le regole del genere; narrare le proprie esperienze con linguaggio appropriato, corretto e in ordine cronologico, cercando di comunicare emozioni e riflessioni; confrontare le proprie esperienze con quelle degli altri per migliorare la conoscenza di sé). La didattica  autobiografica, oltre alla conoscenza di sè, persegue parallelamente anche altri obiettivi:

 

*      obiettivi motivazionali: scrivere e parlare di sé costituisce  

         un stimolo al piacere di scrivere

*      obiettivi formativi: scrivendo di noi ci abituiamo a esporre,

         argomentare, discutere, osservare, contemplare e

         concentrarci

*      obiettivi cognitivi: la scrittura di sé serve come sollecitatore

         mentale ad ampliare le possibilità di descriversi e raccontarsi,

         Consente quindi di esercitare più formae mentis, sviluppando

         ad esempio il pensiero (1):

 -  retrospettivo, che guarda al passato (“mi ricordo di aver …”)

      -  introspettivo, che guarda dentro di me (“ho imparato dalla

         mia storia a stimarmi di più per la strada in salita percorsa …”)

      -  proiettivo, che proietta nel futuro (“il bilancio che ho fatto

         su di me mi consente ora di progettare …”)

 -  logico (“dopo quella esperienza scoprii ciò che aveva causato

    gli eventi successivi …”)

 -  onirico, cioè legato a un sogno (“mi sono apparsi in sogno

    momenti, cose, figure della mia infanzia …”)

      -  autocritico (“certo, quella volta, commisi un errore madornale

          …”)

      -  riflessivo (“il giudizio su quella persona incontrata per caso è

         mutato col tempo …”)

-  metacognitivo, cioè di riflessione sul proprio modo di

   apprendimento (“se penso ora a quello che sto scrivendo, mi

   accorgo che non ho parlato ancora …”)

 

In sintesi la scrittura di sé si prefigge scopi di carattere cognitivo e relazionale, è quindi una pratica per imparare a riflettere su se stessi a partire dal materiale (la propria vita) di cui ciascuno dispone.

  

                     (1)Vedi “Ricordare a scuola” D. Demetrio - La Terza

 

 *      RIFERIMENTI TEORICI

Per l’approccio alla metodologia didattica sul ruolo della memoria si è tratto spunto da “Ricordare a scuola” di Duccio Demetrio, Laterza, Bari 2003

I brani su cui sono state impostate le attività sono stati tratti liberamente dalle seguenti antologie:

L’Altra Biblioteca vol.2  Lattes

Percorsi e Progetti vol.2  Palumbo

Libri di Bordo  SEI Torino

Con Te - D’Anna, Messina-Firenze

Raccontarsi  ( narrativa )  Petrini, Torino

   

*      PERCORSO

 

Il percorso formativo si articola su i seguenti momenti :

a)    “leggendo di altri”

b)    “scrivendo di me”

c)     “imparo a conoscermi”

d)    “cominciare a pensare al mio futuro scolastico in modo più consapevole”

L’aspetto più interessante dell’esperienza consiste nell’avere utilizzato un genere narrativo per guidare i ragazzi alla introspezione e all’autori-flessione. Gli spunti stimolo sono partiti da strumenti di facile reperibilità da parte degli insegnanti (racconti e poesie a tema, questionari …) e l’attuazione dell’esperienza non richiede particolari accorgimenti se non quello legato alla sensibilità dell’insegnante di saper scegliere il momento più propizio per sviluppare l’attività ossia quando gli allievi sono pronti a mettersi in discussione, fare autocritica e ridefinirsi sulla base di nuovi elementi di conoscenza (il ruolo della memoria del passato, punti di forza e punti di debolezza).

 

*      METODI DI INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO

           RISORSE/STRUMENTI E PROCEDURE

L’attività è stata progettata per essere realizzata durante le ore di lettere (antologia) ed è stata svolta per scelta durante gli ultimi due mesi di scuola per una o due ore settimanali. Gli strumenti utilizzati, oltre al libro di testo in uso, sono stati materiali cartacei, quaderni, fogli da disegno, matite colorate, dizionari , macchina fotografica digitale (per riprendere alcune fasi di lavoro particolarmente significative ) computer e normale materiale di consumo. Per l’esecuzione delle singole attività (lettura, comprensione e analisi di un testo, rielaborazione e produzione personale …) si è fatto uso di metodologie semplici, dirette e in qualche caso a carattere ludico (lettura espressiva, questionari, lezione dialogica, discussione a tema) data l’età degli alunni.

 

 

*      VALUTAZIONE

La valutazione dei livelli di acquisizione delle competenze è avvenuto in itinere, durante o alla fine delle attività proposte. Ma mentre sul piano cognitivo-formativo ne è stato possibile l’accertamento, grazie ai consueti strumenti di valutazione ( verifiche di analisi, comprensione e produzione scritta; questionari, rielaborazioni scritte e orali dei testi presi in esame ), su quello motivazionale e relazionale il riscontro non è facilmente quantificabile. E’ anche vero, tuttavia, che attraverso l’ osservazione attenta e costante si sono registrate le modalità con cui i ragazzi interagivano tra loro, condividendo la curiosità e l’interesse per l’argomento trattato, intervenendo in modo ordinato, evitando le prevaricazioni, nello sforzo di apportare un contributo personale originale all’esperienza. Ogni tappa dell’attività, quindi, è stata motivo di crescita individuale e collettiva.

   

*      RISULTATI E RICADUTA SUL RESTO DELLA DIDATTICA

A conclusione dell’esperienza riteniamo molto confortanti i risultati ottenuti. La classe, infatti, ha risposto con motivazione alla proposta educativa e didattica. Sul piano educativo possiamo sicuramente affermare che sono migliorate le relazioni tra i ragazzi, perché in ognuno è cresciuta l’autostima. Tale  progresso è stato riscontrato anche dall’intero Consiglio di classe che ha constatato negli allievi  maggiore riflessione e consapevolezza nell’affrontare problemi e situazioni. Alcuni, soprattutto i più timidi e riservati, hanno acquisito più fiducia in se stessi, dopo avere “scoperto”  (ma non solo per questo) che  condividevano con altri, apparentemente sicuri , gli stessi punti deboli, ma anche gli stessi punti di forza.

Anche sul piano strettamente didattico i risultati sono stati positivi;  gli allievi, infatti hanno dimostrato, attraverso le loro produzioni:

-         di avere acquisito le tecniche narrative specifiche del genere

           autobiografico;

-         di sapere riconoscere un testo autobiografico;

-         di sapere produrre un testo autobiografico;

-         di avere arricchito il lessico;

-         di avere consolidato alcune regole di morfo-sintassi.

 

L’esperienza,  che, al pari dei ragazzi, giudichiamo gradevole e interessante, è certamente migliorabile e da  arricchire, in particolare nella parte relativa all’orientamento scolastico, ma ciò sarà, come si è già accennato, il successivo tassello da sviluppare in terza che si concluderà con la scelta consapevole del futuro percorso scolastico.

 

Per non “perdere” quanto gli alunni hanno acquisito sono stati loro suggerite:

1) Alcune letture estive:

“Boy” di R. Dahl – Bompiani

“Forrest Gump” di W. Graam – Sonzogno Fabbri

“Qualcosa in comune” di A. Fine – Fabbri

“Raccontarsi” di Menegazzo,Rabitti – Petrini

 

2) Esercizi di scrittura creativa:

·    scrivi una o più poesie, traendo spunto dalle seguenti espressioni: Chi sono ? - Vorrei essere … - Il mio domani?

3) Tracce di temi:

·    Se dovessi partire per un altro paese, che cosa metteresti nella tua valigia che potrebbe farti compagnia ?

·    Scrivi in una lettera tutto quello che di te è importante sappia una persona che non ti conosce

·    Scrivi la tua autobiografia partendo dalla linea del tempo da 0 a 13 anni. Arricchiscila di un archivio in cui scriverai i tuoi ricordi più importanti . (Non devi chiuderlo perché proseguirai la raccolta anche in terza)

 

     

        a cura dei prof.: Agata Fredella , Mario Marino Gabbari

                        Tutor del progetto: prof. Andrea Varani