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La visita I Racconti Presentazione

   Martedì 28 gennaio, quello si che e' stato un giorno da non

dimenticare !

Una visita straordinaria, e del tutto originale, non la solita, basata sulla visione di uno spettacolo, ma una vera e propria ispezione del teatro Strehler e tutto ciò che lo riguarda.

Comunque non e' stata la visita in sé che mi ha particolarmente sorpreso bensì un piccolo angolo di tutto l'edificio, una piccola stanza che però, nel teatro rappresenta una fonte preziosa di ricordi, dove ogni angolo racconta la storia di una commedia o di una tragedia: "l'attrezzeria".

Una volta entrati in questa meravigliosa sala, mi sono sentita avvolgere da un'incredibile sensazione di antico, ma nello stesso tempo anche di mistero; era come ricostruire la vita del teatro stesso.

Tutti analizzavano e commentavano attentamente quei vecchi oggetti, finché dalla bocca di un compagno, Luca, non scappò  un "Ragazzi, guardate quelle  manette! “

Sono ormai tutte arrugginite, non mi stupirei se le buttassero, ormai non servono più ".A quell'affermazione non si diede particolare importanza tranne che a uno "zitto!" da parte della prof., ma ci fu chi invece gliene diede molta. Anche se può sembrare assurdo, a quella frase rispose una  tazzina da caffè, posta su un ripiano dello scaffale. Con una vocina stridula disse: "Loro non sono affatto vecchie e arrugginite;  fanno parte del teatro, come d'altronde tutti questi oggetti".

A quelle parole tutti si fermarono e cercarono di capire da dove provenisse quella voce, dopo di che iniziò il caos più totale.

Gli oggetti come per magia iniziarono ad animarsi, vi erano armature che camminavano, spade che duellavano fra di loro, e persino telefoni che chiamandosi discutevano sulla faccenda, insomma nessuno riusciva a capire che cosa stesse accadendo.

L'ordine all'improvviso fu riportato dal suono di un gong che impose il silenzio.

Era come trovarsi in una favola dove le cose prendevano magicamente vita, e in effetti era  proprio così.

Il gong spiegò che ogni singolo oggetto nella stanza era stato usato da attori   in quel teatro e che ognuno di loro doveva essere rispettato, maneggiato con cura e soprattutto non insultato. Le due manette allora, come per magia, scesero dal chiodo dove erano appese, guardando in modo minaccioso, quel ragazzo che le aveva offese; lui, strofinandosi gli occhi per lo stupore, quasi spaventato, le guardava esterrefatto, mentre loro:- Guai a te se provi ancora ad offenderci, CAPITO ? Il poveretto annuì senza dir nulla e indietreggiò all'improvviso. Tutti uscimmo dalla stanza senza parole. Avevamo assistito a scene incredibili, fuori dalla realtà. Dalla realtà…

 

Che esperienza!

 E’ stata proprio interessante la visita al teatro Strehler; si e' potuto capire che il teatro é davvero un tesoro colmo di ricordi e suscita emozioni che non si dimenticheranno mai.

Entriamo nell'attrezzeria del teatro Strehler

Autrice

Federica Baragiola

Tazzina e gong

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