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ICS VIA ZUARA MILANO |
dimenticare
!
Una
visita straordinaria, e del tutto originale, non la solita, basata sulla
visione di uno spettacolo, ma una vera e propria ispezione del teatro Strehler
e tutto ciò che lo riguarda.
Comunque
non e' stata la visita in sé che mi ha particolarmente sorpreso bensì un
piccolo angolo di tutto l'edificio, una piccola stanza che però, nel teatro
rappresenta una fonte preziosa di ricordi, dove ogni angolo racconta la storia
di una commedia o di una tragedia: "l'attrezzeria".
Una
volta entrati in questa meravigliosa sala, mi sono sentita avvolgere da
un'incredibile sensazione di antico, ma nello stesso tempo anche di mistero;
era come ricostruire la vita del teatro stesso.
Tutti
analizzavano e commentavano attentamente quei vecchi oggetti, finché dalla
bocca di un compagno, Luca, non scappò
un "Ragazzi, guardate quelle
manette! “
Sono
ormai tutte arrugginite, non mi stupirei se le buttassero, ormai non servono
più ".A quell'affermazione non si diede particolare importanza tranne
che a uno "zitto!" da parte della prof., ma ci fu chi invece gliene
diede molta. Anche se può sembrare assurdo, a quella frase rispose una tazzina
da caffè, posta su un ripiano dello scaffale. Con una vocina stridula disse:
"Loro non sono affatto vecchie e arrugginite; fanno
parte del teatro, come d'altronde tutti questi oggetti".
A
quelle parole tutti si fermarono e cercarono di capire da dove provenisse
quella voce, dopo di che iniziò il caos più totale.
Gli
oggetti come per magia iniziarono ad animarsi, vi erano armature che
camminavano, spade che duellavano fra di loro, e persino telefoni che
chiamandosi discutevano sulla faccenda, insomma nessuno riusciva a capire che
cosa stesse accadendo.
L'ordine
all'improvviso fu riportato dal suono di un gong che impose il silenzio.
Era
come trovarsi in una favola dove le cose prendevano magicamente vita, e in
effetti era proprio
così.
Il
gong spiegò che ogni singolo oggetto nella stanza era stato usato da attori
in quel teatro e che ognuno di loro doveva essere rispettato,
maneggiato con cura e soprattutto non insultato. Le due manette allora, come
per magia, scesero dal chiodo dove erano appese, guardando in modo minaccioso,
quel ragazzo che le aveva offese; lui, strofinandosi gli occhi per lo stupore,
quasi spaventato, le guardava esterrefatto, mentre loro:- Guai a te se provi
ancora ad offenderci, CAPITO ? Il poveretto annuì senza dir nulla e
indietreggiò all'improvviso. Tutti uscimmo dalla stanza senza parole. Avevamo
assistito a scene incredibili, fuori dalla realtà. Dalla realtà…
Che
esperienza!
E’ stata proprio interessante la visita al teatro Strehler; si e' potuto capire che il teatro é davvero un tesoro colmo di ricordi e suscita emozioni che non si dimenticheranno mai.
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Entriamo nell'attrezzeria del teatro Strehler |
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Autrice Federica Baragiola Tazzina e gong |