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ICS VIA ZUARA MILANO |
Stavo
osservando le spade. Erano molto
belle, specialmente un lunghissimo spadone a due mani che sembrava
immobile, come un guerriero che aspetta un avversario, ignorando la sua sorte.
Di colpo, un movimento netto colpì l’aria: era lo spadone che cercava di
colpirmi; fortunatamente, con ottimi riflessi, lo scansai.
<<Ma
sei matto?>> dissi con noncuranza, come se parlare con una spada fosse
una cosa di tutti i giorni. La spada allora rispose: <<Ah ,scusa, ti
avevo scambiato per il guardiano!>>.
Improvvisamente
tutti gli oggetti iniziarono a levitare. I bicchieri, per festeggiare
l’arrivo di qualche persona simpatica, fecero cin cin, ma… CRASH!!!!!!! Si
ruppero come sabbia.
Di
colpo piombò il silenzio e lo spadone a due mani parlò: <<Purtroppo
nessuno fa più caso a noi, che ci consideriamo a tutti gli effetti attori!
Anche noi siamo sul palco, che differenza abbiamo dagli attori! Io ,ad esempio
ero la spada di re Artù, la mitica Excalibur >>.
<<E
noi, invece, eravamo i due bicchieri da cui Tristano e Isotta bevvero il
filtro magico>> dissero i due bicchieri che sembravano essersi ripresi
dopo l’incidente.
Sicuro
di aver trovato la soluzione dissi: <<Andiamo
dal proprietario>>. Così l’intero esercito , con tanto di rulli e
tamburi, andò nell’ufficio del capo.
Il
proprietario si stupì, ma ascoltò comunque le lamentele e, sorridente disse:
<<Bene!
Finalmente potrò assistere a uno spettacolo veramente magico! Sarete voi i
protagonisti! E senza gli attori, che costano pure>>.
Così
gli oggetti mi ringraziarono e vissero per sempre felici e contenti.
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Entriamo nell'attrezzeria del Teatro Strehler, gli oggetti prendono vita e ... |
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Autore Davide Cislaghi Lo spadone |