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   Stavo osservando le spade. Erano molto  belle, specialmente un lunghissimo spadone a due mani che sembrava immobile, come un guerriero che aspetta un avversario, ignorando la sua sorte. Di colpo, un movimento netto colpì l’aria: era lo spadone che cercava di colpirmi; fortunatamente, con ottimi riflessi, lo scansai.

<<Ma sei matto?>> dissi con noncuranza, come se parlare con una spada fosse una cosa di tutti i giorni. La spada allora rispose: <<Ah ,scusa, ti avevo scambiato per il guardiano!>>.

Improvvisamente tutti gli oggetti iniziarono a levitare. I bicchieri, per festeggiare l’arrivo di qualche persona simpatica, fecero cin cin, ma… CRASH!!!!!!! Si ruppero come sabbia.

Di colpo piombò il silenzio e lo spadone a due mani parlò: <<Purtroppo nessuno fa più caso a noi, che ci consideriamo a tutti gli effetti attori! Anche noi siamo sul palco, che differenza abbiamo dagli attori! Io ,ad esempio ero la spada di re Artù, la mitica Excalibur >>.

<<E noi, invece, eravamo i due bicchieri da cui Tristano e Isotta bevvero il filtro magico>> dissero i due bicchieri che sembravano essersi ripresi dopo l’incidente.

Sicuro di aver trovato la soluzione dissi: <<Andiamo dal proprietario>>. Così l’intero esercito , con tanto di rulli e tamburi, andò nell’ufficio del capo.

Il proprietario si stupì, ma ascoltò comunque le lamentele e, sorridente disse: <<Bene! Finalmente potrò assistere a uno spettacolo veramente magico! Sarete voi i protagonisti! E senza gli attori, che costano pure>>.

Così gli oggetti mi ringraziarono e vissero per sempre felici e contenti.

Entriamo nell'attrezzeria del Teatro Strehler, gli oggetti prendono vita e ...

Autore

Davide Cislaghi

Lo spadone

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