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ICS VIA ZUARA MILANO |
In
quella
stanza
di
teatro,
con
la
scritta “Attrezzeria” ed il
profumo d’antico, si
sentiva
un po’
spaesata.
D’ un
tratto
si
sentì
chiamare:
“
Tazzina, tazzina, bella tazzina come ti chiami?, Da dove vieni?”.
La
tazzina
si guardò
intorno, ed
in mezzo
a tutti
quegli
oggetti
non capiva
chi
potesse
chiamarla. Improvvisamente sentì
un trambusto
, un improvviso
cadere di bottiglie, libri, calici, cilindri, scarpe… ed
in tutta
quella
confusione,
ecco venire
verso di
lei un
elegante ombrello
in tela
scozzese
a quadri
rossi, verdi
e blu.
Con
passo
elegante
e
aria sorniona,
le si
avvicinò
e le
chiese:
“
Perché non
rispondi? Ti faccio paura? Mi presento: mi chiamo Arthur ed ho lavorato-
modestamente- in quasi tutti i teatri del mondo”. “Ho aiutato con la mia
presenza, attori
di
grande
fama
e
sono molto
ricercato per
la mia
bellezza”.
“Una
volta
sono stato
pure
conteso,
ed
ho
subito
un
piccolo
strappo,
ma
come vedi
non si
nota nulla,
perché ottime
mani
di
sarte
mi
hanno
ricucito!”.
“ In questi
giorni
stanno
preparando
un
nuovo spettacolo
ed io
sarò
sul
palcoscenico
insieme al protagonista;
sono molto
abituato agli applausi!”. “ E tu? Non ti ho mai visto da queste parti, di
dove sei? Chi ti ha portato qua?”.
E
la tazzina rispose:
“
La mia è una storia un po’ avventurosa…”Sono nata in
Inghilterra,
e
precisamente
in una
cittadina
non distante
da Londra”.
“Vivevo in
una graziosa casetta con
giardino,
ed
allietavo
i pomeriggi
della
cara Maggie,
una vecchietta
adorabile
che mi
usava
per i
suoi incontri
con le
amiche,
i figli,
i nipoti.”
“Poi alla
morte
di
Maggie,
io
venni
messa
in
uno scatolone,
in
soffitta,
dimenticata
per
molto tempo”.
“Un
giorno,
insieme
ad altre
scatole,
venni trasportata
su un’
auto e
da quel momento, vissi
in Irlanda,
presso
una
famiglia
che
non
mi amava
particolarmente,
ma che
mi
usava
in occasione
di feste,
perché
mi
ritenevano
bella
ed
elegante da poter
essere
mostrata”.
“ Poi ,
alla
fine,
mi trascurarono
ed i
figli
diventati
grandi,
liberando la
casa
dalle
cose
vecchie
mi trovarono
e
mi dettero
ad
un
ambulante”.
“ Ogni
giorno
venivo esposta
ai
mercati
di strada”.
“Molte
mani mi
toccavano,
mi guardavano,
ma il
prezzo era troppo elevato, quindi ogni giorno finivo rimessa nella scatola in
attesa
di un
acquirente”. “Ma
un giorno,
in uno
di questi
mercati,
venne
vicino
una
ragazza,
che mi
“ avvolse”
con molto
interesse
e
mi
comprò”. “Dopo
parecchio
tempo
seppi
che costei
era una costumista
e da
allora
la mia
vita si
svolge
tra set cinematografici e teatri, ma ogni spettacolo è per me
sempre
una grande
emozione perché sono molto timida
e faccio
ancora
molta
fatica a mostrarmi al pubblico”.
“ Ora
mi trovo
in questo
teatro da poco tempo e non conosco nessuno”. “ Oh…che sciocca non
mi sono ancora presentata…il mio nome è Elspeth, e sono contenta di parlare
con qualcuno, finalmente!
L’
ombrello:
“ Piacere di conoscerti Els e comunque fidati perché puoi contare sulla mia amicizia!”. “ Ti farò conoscere gli altri compagni:
Cilindro Bill, Scarponi T e T, Bottiglia Chiara, Bretelle
Gemelle, Batteria Rosalia, Mandolino Pino e tanti
altri”. “ Ti accompagno, vieni con me;
IL TEATRO E’ UN MONDO AFFASCINANTE, DOVE PUOI
SOGNARE E PENSARE DI ESSERE QUALCUN ALTRO!!
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Autrice Francesca Lucano L'ombrello |