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La visita I Racconti Presentazione

      Una corona pasticciona

 

   Mi ritrovai davanti a una porta rossa sulla quale era scritto:“ ATTREZZERIA ” e poi sotto più piccolo:

“ PRIVATO NON ENTRARE ”. In un certo senso ero come attirata da quel misterioso luogo e, senza pensarci su due volte, entrai.

Mi ritrovai in una grande stanza divisa in due corridoi da una fila di

scaffali sui quali erano appoggiati oggetti di piccole dimensioni da usare negli spettacoli. Mi incamminai nel primo corridoio dove erano ammassati degli scatoloni che rendevano difficile il passaggio.

Ad un certo punto sentii delle voci e pensando che venissero da fuori mi nascosi, ma non arrivò nessuno per cui mi tranquillizzai. Uscita allo scoperto sentii, alle mie spalle, la stessa voce di prima che disse:“ Ehi tu, sì  proprio tu, vieni qua! ”. Io, presa alla sprovvista, mi girai e abbassando la tasta dissi di non aver fatto apposta ad entrare ed inventai la scusa di non aver letto sulla porta il cartello più piccolo.

Aspettai pochi secondi ma non sentii nessuno ribattere per cui alzai la testa, ma non c’era nessuno e questo mi sorprese.

 

 “ Sono qui, girati ” disse la voce. Mi voltai ma

  non vidi  ancora nessuno, la solita voce un po’

  scocciata proruppe in  modo perentorio:

  Guarda in basso, stupida ”. Io senza discutere

  obbedii e vidi, con mio grande stupore, una

  corona che, zoppicando, si dirigeva verso di me.

Istintivamente mi abbassai e la raccolsi

  appoggiandola, poi, su uno scaffale lì vicino. 

               

“ Mi presento: sono Moira, la corona usata per lo spettacolo di qualche anno fa “ Cesare e Cleopatra ”; questo spettacolo era molto bello…” 

“ L’hai per caso visto?! ”. Con un po’ di timidezza ma anche di terrore scossi la testa e la corona riprese:“ Come stavo dicendo questo spettacolo era molto bello ed io ero fiera di essere sulla testa del protagonista anche se me ne ha fatte passare delle belle, ma questo non ha impor…”.

 

Io la interruppi e la incitai a raccontarmi dei disastri, allora lei continuò:“ Beh, siccome ti interessa tanto, e mi stai simpatica, te lo racconto , ma bada ” disse lei sottovoce, “ non riferire a nessuno ciò che ti svelerò! ”.

“ Cesare era il protagonista di questo spettacolo insieme a Cleopatra che,  però, aveva un ruolo minore. Ricordo che una volta, mentre stavamo provando una scena , mi fece impigliare nel vestito di Cleopatra che si strappò: CHE DISASTRO!

Purtroppo lo spettacolo doveva  andare in scena il giorno dopo per cui le sarte dovettero lavorare giorno e notte per rimettere a posto quel meraviglioso abito, intessuto di centinaia e centinaia di perline dorate. Un’altra volta, interpretavo un altro ruolo, non

ricordo quale, però finii col ricevere l’appellativo di “CORONA PASTICCIONA” e tutti gli altri oggetti mi chiamavano così ridendo e scherzando su di me. Un’altra volta, invece, non fui io a combinare disastri ma il costumista che mi fece cadere in malo modo rovinando così il mio aspetto per sempre, infatti come puoi vedere anche tu, mi mancano delle gemme e ho tutta la parte frontale deformata ”. Con molta lentezza rigirai tra le mani la corona per constatare se le cose che aveva detto erano vere: tutto corrispondeva alla perfezione!

“ Per questo venni messa in questa stanza sotterranea poco illuminata ”. Mi commossi per questa storia e stavo quasi per mettermi a piangere quando sentii dei passi che si avvicinavano sempre di più alla porta; di tutta fretta rimisi la corona al suo posto, la ringraziai per la bella storia e uscii veloce come una lepre anche perché ero in ritardo.

Quando arrivai a casa ripensai alla corona e tra me e me dissi:“ Grazie Moira, sei stata molto gentile, userò la tua storia per scrivere  un racconto che spero qualcuno premierà ”.

Autrice

Chiara Martini

una corona

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