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   Nell’attrezzeria del teatro Strehler un oggetto che mi ha colpito in modo particolare è stato un  lungo spadone mezzo arrugginito.

Mentre lo osservavo, mi sono chiesto più volte a cosa potesse essere servito e, mentre mi aggiravo tra quei  “ corpi “ addormentati, all’improvviso una voce metallica sconosciuta, di certo non appartenente ad alcuno dei miei compagni, mi preannunciò che me lo avrebbe spiegato.

Da principio non credevo che la spada che avevo guardato potesse parlare, quindi, ho fatto finta di non avere sentito e ho proseguito il mio percorso.

Ma nel silenzio più assoluto ecco il secondo richiamo: ancora una volta quella voce. Continuavo a ripetermi che le spade, di regola, non parlano e quindi mi ero convinto di essere preda di un’allucinazione. Ma la spada non si arrendeva; continuava a dire che la storia della sua “vita” sarebbe entrata nel mio cervello!

Alla fine, mentre il resto della mia classe curiosava altrove, mi sono acciambellato sul pavimento pronto ad ascoltare…

_ “ La mia storia è cominciata in una bottega di un rigattiere, dove passavo le      giornate appisolato su uno scaffale impolverato. Nessuno mi richiedeva, così sono rimasto da solo per parecchio tempo fino a quando arrivò il fatidico giorno: un costumista di un famoso teatro entrò in quella specie di negozio alla ricerca di una spada lunga e ben cesellata,  degna di essere impugnata da Achille ne “ Il cavallo di Troia “.

Io rispondevo in tutto e per tutto a quei requisiti, perciò fui acquistata, senza contrattazione sul prezzo, e finalmente uscii da quel “ manicomio” trattenendo la mia gioia sotto il braccio del mio acquirente”-.

Tutta felice durante le prove dello spettacolo, sembrava proprio che la spada si muovesse da sola invece che per mano del finto Achille:

non era più impolverata ed arrugginita, ma era tornata a splendere come nuova, ridipinta con la vernice dorata.

-“ Arrivò, così, il giorno del debutto in pubblico: che trepidazione!

  Fu un grande successo ed io  feci una  grande impressione su tutti per la mia bellezza e lucentezza. Ma le cose belle durano poco, caro ragazzo!

Il successo durò giusto una stagione, poi… Eccomi qui.

Lo spettacolo non ebbe repliche e così la spada venne riposta nell’attrezzeria del teatro in attesa di una nuova rappresentazione…

Qui l’ho trovata e qui ha voluto raccontarmi la sua storia. Ricordo ancora le sue ultime parole:

-         Non ho dimenticato il giorno del debutto e l’emozione di essere impugnata in battaglia. Sono un’autentica spada greca e attraverso varie vicissitudini sono arrivata fino a qui.

-         Non dimenticarmi e… mantieni il segreto: anche le cose hanno un’anima!

Ed io, di sicuro, non tradirò questa promessa.

Le promesse vanno mantenute

Autore

Andrea Panzeri

Lo spadone

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