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A.S. 2002/2003
Classe 1B Zuara

 

 

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Realizzato nell’anno scolastico 2003/2004 dagli alunni della Classe 1B

con la collaborazione della prof. N. Farella e prof. M. R. Serrao 

musiche a cura del prof. P. Ghezzi – impianto grafico a cura del prof. M. Gabbari

 

 

PRESENTAZIONE

 

Venghino, venghino, siori e siore,

 valletti e damigelle

oggi le storie son proprio belle!!!

A voi la storia di Spaccamonti e Cenerino,

l’uno gigante  e l’altro bambino!

Spaccamonti è ignorante, ma è alto ed è  forte

 Con un sol passo può varcare un ponte!

Ma forse è meglio non farlo aspettare

E lo spettacolo incominciare.

 L’azione s’avanza, con colpi di scena,

restate, restate,

ne vale la pena!

 

 

PRIMO QUADRO

 

Spaccamonti vuole lottare, la sua forza deve mostrare:

scende dai monti, va nel villaggio

ma nessuno s’avanza,

ciascun lo tiene  a debita distanza!

Sol Cenerino lo vuole sfidare

E dall’incubo la gente liberare.

Pur se piccino ha coraggio da vendere,

con la sua astuzia non potrà certo perdere.

Ride di lui il gigante e non sa

che il pastorello infin vincerà!

La partita è aperta, la sfida accettata

Vincerà chi più lontano

Una pietra scaglierà!

 

SECONDO QUADRO

 

Una pietra molto grande

 vien lanciata dal gigante

Che, volando sul paesino,

 va a finire sul mulino

Mostra gran soddisfazione

 Spaccamonti, lo spaccone!

Lui già pensa d’aver vinto,

 anzi proprio ne è convinto.

“ Hai perso la partita! Preparati morire, piccolino!”

“Aspetta che anch’io tiri a mia pietra!” ribatte Cenerino.

 

TERZO QUADRO

 

Il furbo Cenerino si nasconde un uccellino

Dritto dritto nel taschino

Con grande grinta il braccio fa ruotare

E il piccolo passero inizia a volare

Veloce veloce il mulino oltrepassa:

paesi, villaggi, colline passa.

Il naso in aria, che meraviglia!

Il passero vola per miglia e miglia!

Vola vola l’uccellino

E supera il mulino.

 Cenerino vince,

perché, da furbo, il lancio finge. 

Cenerino, che sceneggiatore!

Potrebbe fare anche l’attore.

 

QUARTO QUADRO

 

 Vuol la rivincita il gigante battuto,

Perciò si appresta ad un atto bruto.

Scorge un sasso e con occhi di fuoco

Pronto lo stritola, non è prova da poco.

Con forza schiaccia, stritola e preme,

finchè la pietra, infine, cede.

La polverizza, diventa sabbia,

a chi non ha muscoli fa tanta rabbia.

Rumore di morte produce il meschino

Or sei nei guai, piccolo bambino!

 

QUINTO  QUADRO

 

Ma Cenerino non si dà pensiero,

Si fruga in tasca -  non gli par vero;

Con gran fortuna  il  cacio trova:

E’ il trucco giusto per superar la prova.

Come una pietra è bianco ed inganna :

Lo spreme, lo stritola, fa uscir la panna.

Stritola, spreme, riprova con cura

Sembra un miracolo della natura.

Che meraviglia, che forza d’istinto!

Ancora una volta la prova ha vinto!

“ Spremo acqua, ho vinto la prova!”

E il gigante, la rabbia cova

 

SESTO QUADRO

 

 Il gigante, adirato, prende il bambino

 e lo trascina al villaggio vicino.

Arriva alla piazza velocemente,

ma è nascosta tutta la gente.

Lui grida a tutti di uscir dai tuguri

E al vincitor di fare gli auguri.

“ Dite qual è la prova peggiore

almeno in questa sarò il migliore!

La prova più grande io voglio fare ,

perciò, bambino, non mi sfidare!”

 

 Un ceppo indica impaurita la gente,

è tutta tremante e non gli mente.

E’ un ceppo di quercia o di vecchio faggio

“E’ una maledizione” dice un anziano saggio.

Questa è la prova più dura e più grande

E chi ci prova per primo è il gigante.

Freme il meschino, una furia lo assale

E freddo sudore alla fronte gli sale.

  SETTIMO QUADRO

  Quel grande ceppo è lì da molto tempo

E non lo sposta neanche il vento.

Questa è di certo la prova più dura

 La sensazione che incombe è PAURA!

Nella quercia si apre uno squarcio.

Tutti pensano che il legno sia marcio.

Ma una tagliola scatta e vola via.

Povero Spaccamonti, è in prigionia!

 

 

Che grande sforzo compie  il gigante

Perché il ceppo è proprio pesante!

Le dita infilate nella breve fessura,

 ha un’espressone che fa paura!

Sembra aprirsi la quercia pesante,

ma si richiude intrappolando il gigante.

E con le mani nella fessura

Lui lancia un urlo da far paura.

La gente si tiene, non sta nella pelle,

ma alla fine ride a crepapelle!

 

EPILOGO

 

  

Scappa il gigante, che figura ha fatto!

Ha perso la sfida, non è stato al patto.

Cenerino ha vinto, con trucco ed imbroglio

Ha vinto, ha vinto, anch’io lo voglio!

Le mani incastrate, il ceppo sul petto,

fugge il gigante, con grande dispetto.

E tutto il villaggio fa grande onore

a Cenerino, il nuovo eroe!

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Alcune immagini della presentazione dello spettacolo del Cantastorie durante la Festa della Scuola 2003

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