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LA CULTURA DELLA SICUREZZA

verso l'uso corretto delle risorse tecnologiche e di rete

-  Premessa

   La LAN Scolastica

   La Policy d'Istituto

   Il regolamento d'istituto

-  Consultazione di Internet

   Indicazioni generali

   Internet e il personale

   Internet per gli allievi

   La nostra scuola Primaria

   La nostra scuola Secondaria

-  Comunicazioni via Internet

   La Posta elettronica

   Il personale scolastico

   Gli alunni

   Le famiglie

   Altre forme comunicative

-  Sito Internet della scuola

   Indicazioni generali

   Titolarità del sito

   Redazione

   Contenuti

   Accessibilità

   Naming

   Scuola Primaria

   Scuola secondaria

   Tutela minori in rete

   Conclusioni

Sitografia

Il PUA della Scuola

Linee Guida studenti

Linee guida insegnanti

Diritti dei minori in rete

Premessa

 

Negli ultimi anni l’Amministrazione scolastica ha svolto una crescente azione mirata sia al finanziamento delle istituzioni scolastiche, per dotarle di infrastrutture al passo coi tempi, sia alla formazione del personale, per far crescere le competenze professionali specifiche nell’impiego delle nuove tecnologie.

È ormai normale che le scuole si connettano al vasto mondo di Internet tanto per svolgere significative esperienze formative quanto per condurre in modo più efficace ed efficiente le funzioni amministrative. Via Internet si può facilmente fare ricerca, comunicare, documentare il proprio lavoro attraverso la pubblicazione dei lavori realizzati in classe; altrettanto facilmente la Pubblica Amministrazione interconnette i suoi Uffici centrali e periferici attraverso la rete Internet .

Ma non si può ignorare che Internet è anche una potenziale fonte di rischi, tanto più rilevanti quanto meno è diffusa una cultura relativa ai modi legittimi di usarlo e alla consapevolezza delle funzioni che la Rete rende possibili.

Queste Linee di indirizzo intendono portare nella nostra scuola un impulso allo sviluppo di una cultura d’uso corretto e consapevole di Internet, sia tramite il richiamo a norme vigenti, sia con l’indicazione di prassi opportune e l’invito a un uso sempre più professionale da parte di tutto il personale. Le indicazioni qui riportate fanno riferimento a un uso generico delle infrastrutture di rete. Specifiche funzioni di carattere amministrativo di competenza delle Istituzioni scolastiche vengono infatti regolamentate dall’Amministrazione centrale anche tramite i gestori tecnologici che, nel configurare le procedure di acquisizione ed elaborazione dei dati amministrativi provvedono al contempo a garantire il rispetto delle norme vigenti in materia (quanto previsto dal D.P.R. 28/7/1999 n. 318 Regolamento per l'individuazione delle misure minime di sicurezza per il trattamento dei dati personali, a norma dell'articolo 15, comma 2, della legge 31 dicembre 1996, n.675)

 

La LAN (Local Area Network) scolastica

 La presenza di una infrastruttura di rete locale (LAN) nei locali scolastici è ormai un caso comune, sia per l’evoluzione tecnologica che ha reso tale realizzazione molto economica a fronte dei benefici che porta, sia per le indicazioni che lo stesso Ministero ha dato in più occasioni di finanziamento nel campo delle nuove tecnologie.

Nel nostro istituto tale rete si sta sviluppando per gradi, prima connettendo i computer di un solo laboratorio, poi interconnettendo anche i computer destinati a uso amministrativo collocati nei vari locali della scuola. In molti casi questa evoluzione ha comportato una attenzione rivolta ai soli criteri tecnici che garantissero il corretto funzionamento delle postazioni e dei servizi attivati tramite la LAN, come l’accesso condiviso a Internet.

Una prima indicazione che queste Linee guida intendono dare riguarda la necessità di una chiara definizione, in ogni Istituzione scolastica, delle “regole condivise per l’uso della rete locale e dei servizi su di essa attivati”, elemento che tecnicamente viene definito “policy”.

 

La Policy d’Istituto

 

La Policy d’Istituto spetta al Dirigente scolastico che, per questo compito, si è avvalso della competenza del personale docente e ATA a cui sono stati assegnati compiti specifici relativi all’infrastruttura tecnologica d’Istituto.

Nella stesura del documento che definisce la Policy d’Istituto sono definiti:

 

Una regolamentazione in merito a:

 

   1.2.    accesso alle postazioni in rete della scuola dei diversi soggetti operanti

            nell’Istituto come  il  personale in servizio, gli allievi, eventuali soggetti

            esterni alla scuola;

   1.3.   accesso ai servizi resi disponibili sui computer in rete dei diversi soggetti

            operanti nell’Istituto come il personale in servizio, gli allievi, eventuali

            soggetti esterni all’Istituto;

   1.4.    garanzie a tutela della privacy nell’uso degli strumenti tecnologici

            d’Istituto.

   1.4.1. Strumenti hardware e/o software da impiegare per evitare o almeno

            ridurre al minimo:

   1.5.    l'uso improprio dell'accesso a Internet. In particolare deve essere

            chiaramente definito chi e come deve provvedere alla gestione del log

            relativo al traffico generato sulla LAN in uscita e in entrata verso I

            Internet.

   1.6.    i danni causati da virus o da software che viola le norme sopra

            definite.

   1.7.    il rischio di intrusioni indesiderate dall'esterno della LAN.

   1.7.1. Accorgimenti tecnici adottati per ridurre al minimo i tempi di recupero

            della piena funzionalità dell’infrastruttura in caso di crash di sistema.

 

Il regolamento d’Istituto

Tutte le regole condivise per l'uso della rete (policy) verranno inserite nel Regolamento d’Istituto per definire, con questo strumento, una linea di condotta precisa e chiara cui tutti gli utenti dovranno attenersi. Queste regole il cui scopo è principalmente quello di aiutare gli utenti meno esperti a orientarsi in merito a temi quali: privacy, libertà di espressione, plagio, identificazione e identità di rete, etica della rete, vincoli legali, molestie, utilizzo di risorse, hanno una valenza formativa, e non solo sanzionatoria.

Tuttavia l’aver definito all’interno dell’Istituzione scolastica regole chiare è una buona base per lavorare serenamente, sicuri di aver posto in atto quanto possibile in chiave di prevenzione, poiché non è sempre chiaro identificare quali siano le responsabilità dell'insegnante, del dirigente scolastico e dell'amministratore di rete in caso di conseguenze civili o penali derivanti dall’uso delle TIC.

La distribuzione del Regolamento di Istituto, distribuito agli studenti all'inizio di ogni anno scolastico, contenente al suo interno le regole condivise per l'uso della rete, permetterà alla scuola di informare anche le famiglie, divulgando elementi di quella cultura del corretto uso delle TIC a cui mirano queste Linee di indirizzo.

La parte del Regolamento a esse dedicata verrà affissa anche nei laboratori e nei luoghi di accesso alla rete (biblioteche, aule, postazioni singole) oltre che pubblicata sul sito della scuola. La "Policy d’Istituto", per essere effettiva e non simbolica deve infatti impegnare tutti gli utenti della scuola. Quando la scuola rilascia accessi individuali agli studenti o ai propri dipendenti, anche se limitati alla sola posta elettronica, farà firmare un documento in cui l’utente si impegna a rispettare le regole stabilite. Superata la prima fase di conoscenza e divulgazione, alla violazione delle regole corrisponderanno delle penalità definite secondo la gravità del caso. (a titolo di esempio, esse, a seconda della gravità, potrebbero andare dal solo ammonimento verbale a una sospensione più o meno lunga dei diritti di accesso).

Le regole condivise da inserire nel Regolamento d’Istituto sono allegate al seguente documento

(vedi in allegato i documenti :

PUA (Politica d’Uso Accettabile)  introduzione,

PUA per genitori,

PUA per studenti e insegnanti )

 

Consultazione di Internet

 

Indicazioni generali

L’utilizzo di Internet per la ricerca di informazioni è certamente la più ricorrente occasione di accesso alla rete. Tutto il personale scolastico sarà informato che, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è presente un’area apposita relativa all’uso corretto di tale opportunità. L’area, dal nome “Internet consapevole” (vedi sito ministero: http://www.istruzione.it/innovazione/tecnologie/consapevole.shtml) dovrà essere regolarmente visitata, almeno una volta al mese, per mantenersi aggiornati sul tema della navigazione protetta. A ogni nuovo servizio che si attiva corrispondono anche modalità di impiego rischiose o inopportune che il personale scolastico deve pertanto conoscere, per poter svolgere correttamente le proprie funzioni educative o amministrative. Dall’area “Internet consapevole” è possibile accedere anche agli approfondimenti sul tema presenti sul sito del “Servizio di Osservatorio Tecnologico delle scuole” (vedi sito :  http://www.osservatoriotecnologico.it/) e del Governo.

 

Internet per il personale scolastico

L’evoluzione del sistema informatico del Ministero, delineato chiaramente nella Lettera Circolare n. 114 del 24 ottobre 2002, porterà molto presto ogni dipendente a svolgere parte delle proprie funzioni didattiche o d’ufficio attraverso la rete Internet. (vedi ad es. l’introduzione del protocollo informatico nella P.A. a partire dal 1° gennaio 2004 http://protocollo.gov.it/protocollo_01.asp) I finanziamenti resi disponibili con detta Circolare, assegnati alla nostra scuola, favoriranno in tempi brevi l’aggiornamento delle postazioni di lavoro e delle postazioni destinate alla didattica connettendole in rete locale e, tramite questa, a Internet. Il personale ausiliario, tecnico e amministrativo dovrà applicare tutti i criteri di corretto uso delle dotazioni d’ufficio anche alle nuove tecnologie. Il personal computer, i programmi in esso installati, i servizi di rete a esso attestati sono destinati allo svolgimento dei compiti compresi nel profilo professionale di ogni dipendente, così come ogni altra risorsa materiale dell’ufficio in cui si espletano le incombenze assegnate.

Per quanto riguarda il personale docente l’accesso a Internet consente di svolgere in modo agevole ed efficace svariate funzioni professionalmente rilevanti, prima fra tutte l’autoaggiornamento e la partecipazione alle iniziative di e-learning che il Ministero ha avviato.

Essendo l’esigenza dell’aggiornamento una priorità proprio nel campo stesso del corretto ed efficace uso delle nuove tecnologie per la didattica, la possibilità di accedere da scuola alle risorse documentarie tramite Internet diventa un fattore imprescindibile per lo svolgimento della professionalità del personale A.T.A. e docente.

Il personale amministrativo già da tempo è attivo sulla Intranet ministeriale, tramite il servizio Trampi, e ha permesso e permette a molti dipendenti di acquisire conoscenze e avere assistenza a distanza per le procedure.

Il Piano di formazione nazionale sulle TIC (ForTIC) ha offerto l’opportunità di svolgere una prima formazione a numerosi docenti della nostra scuola. Questa prima formazione sarà seguita da una applicazione corrente delle conoscenze acquisite, da svolgersi all’interno della nostra scuola. La progressiva confidenza nell’uso delle nuove tecnologie e della rete Internet sono premessa indispensabile allo svolgimento di attività didattiche con gli alunni che prevedano il ricorso alle TIC. Rappresenta quindi la maggiore garanzia perché i docenti possano correttamente condurre gli alunni a operare secondo gli indirizzi descritti nel paragrafo successivo.

 

Internet per gli allievi

Nell’ultimo “Monitoraggio Tecnologie Didattiche” svolto dal Ministero si individua la scuola come  l’ultimo dei luoghi in cui i ragazzi in età dell’obbligo scolastico hanno l’occasione di connettersi a Internet. Il dato può sembrare rassicurante dal punto di vista della tutela dei minori verso l’esposizione ai rischi della rete, ma è anche preoccupante per il mancato ruolo di guida che la scuola svolge verso gli alunni e le loro famiglie. L’accesso alle risorse informative e documentarie e ai servizi di ricerca on-line sono sempre più vicini agli specifici compiti culturali della scuola (vedi anche quanto indicato nella legge di Riforma della scuola Legge 28 marzo 2003, n. 53). La funzione di Internet quale “strumento” di accesso al sapere al fianco degli altri strumenti tradizionali - libri, biblioteche ecc. - lo rende implicitamente oggetto di attenzione per la formazione dei giovani. In tal senso in più documenti del MIUR l’approccio all’informatica e alla telematica vengono presentati come ambiti formativi non solo disciplinari, ma trasversali all’azione educativa che la scuola svolge. L’insieme delle azioni che riguardano la formazione dei docenti sulle TIC, i finanziamenti mirati al cablaggio dei locali scolastici e l’attivazione di Internet sui computer destinati alla didattica, costituiscono il presupposto su cui poter programmare, in una prospettiva a breve, lo svolgimento di questa funzione di “guida all’uso corretto della rete” da parte della scuola, direttamente verso gli alunni e, indirettamente, anche verso le loro famiglie.

 

1.1.La nostra Scuola Primaria

Il monitoraggio prima citato indica che il 68% degli alunni di scuola primaria (ex elementare) che hanno utilizzato almeno qualche volta Internet, l’hanno fatto da casa. Solo l’11% da scuola. Il 54% di chi si è connesso almeno qualche volta a Internet l’ha fatto per svolgere ricerche assegnate come compito scolastico. La presenza nella nostra scuola primaria delle infrastrutture necessarie rende possibile che tali attività di ricerca si svolgano anche al suo interno, almeno come prima esperienza, educando gli alunni all’uso degli strumenti loro appositamente dedicati. Da qualche anno su Internet sono disponibili appositi motori di ricerca per minori. La scuola s’impegna a privilegiare tali strumenti che offrono certamente maggiori garanzie di tutela dei minori rispetto agli equivalenti strumenti d’uso generico. Ma, oltre al fatto che tali primi utilizzi avvengano nei laboratori di scuola, nell’assegnare agli alunni compiti di ricerca da svolgere a casa, gli insegnanti dovranno curare che i bambini riportino sul diario personale, insieme all’argomento assegnato, gli strumenti adatti a una ricerca su Internet sicura. Tale indicazione dovrà anche essere data direttamente anche alle famiglie degli alunni che ricorrono a Internet per lo svolgimento dei compiti a casa. D’altro canto, sono sempre più numerosi e in lingua italiana i siti Internet appositamente dedicati alla navigazione dei bambini, ricchi di consigli per genitori e insegnanti, e anche rivolti a precise fasce d’età o a tematiche infantili. I docenti formati dai corsi di tipo B del Piano nazionale di Formazione alle TIC saranno a disposizione di tutti i colleghi per informazioni aggiornate sul tema.

I suggerimenti e le informazioni messe a disposizione su Internet dal Governo e dalle forze della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri sono da tenere sempre presenti.

 

La nostra Scuola Secondaria di Primo Grado (ex Scuola Media)

Fermo restando quanto già indicato per la scuola primaria, che per molti aspetti resta valido nei contesti di scuola secondaria di primo grado, vi sono ulteriori elementi di orientamento all’uso corretto delle risorse di rete e di Internet.

Nella nostra scuola media sia l’età degli alunni che le tematiche disciplinari, comportano un uso sempre più maturo e ampio delle nuove tecnologie, con l’adozione di strumenti software e di servizi di rete standard. Fermo restando il fatto che non è possibile una sicurezza totale garantita da accorgimenti tecnologici, tutte le misure tecniche possibili al controllo della navigazione dovranno essere prese. I docenti che saranno formati dai corsi di tipo C del Piano nazionale di Formazione alle TIC saranno a disposizione dei Dirigenti scolastici e degli OO.CC. per fornire tutte le indicazioni e i suggerimenti sul tema.

Tuttavia, proprio per la mancanza di garanzie assolute dal lato tecnico, si pone qui l’attenzione alle valenze educative e agli obiettivi formativi della scuola. Così come i Regolamenti d’Istituto indirizzano il comportamento personale degli allievi verso la correttezza nei confronti degli adulti, dei compagni, dei locali scolastici, altrettanto verrà fatto anche in merito al comportamento che gli alunni devono avere nell’impiego dell’accesso a Internet che la scuola mette a loro disposizione.

Ma anche la programmazione didattica della scuola deve prevedere, tra gli obiettivi formativi, il corretto e maturo rapporto con le nuove tecnologie da parte degli allievi. Deve rientrare quindi a pieno titolo nelle funzioni educative della scuola la formazione dei giovani all’uso corretto delle risorse di rete dell’Istituto e di Internet.

 

Comunicazione via Internet

 

Posta elettronica - indicazioni generali

Il servizio di posta elettronica è, dopo la navigazione, certamente il più conosciuto e utilizzato dagli utenti di Internet. Permette di unire i vantaggi della rete mondiale Internet, che annulla le distanze, con la tradizione della corrispondenza testuale. Inoltre consente drastiche riduzioni di costi nell’invio di corrispondenza e di atti che possono essere allegati ai messaggi di posta.

In merito alla validità delle comunicazioni trasmesse su questo nuovo canale di comunicazione si deve fare riferimento all’Authority per l’Informatizzazione della Pubblica Amministrazione (AIPA). L’utilizzo a scuola del servizio di posta elettronica è già molto diffuso e praticato, a tutti i livelli. Tra gli adulti, ma anche tra i ragazzi. Quello che appare più evidente è un uso prevalentemente “privato” di questo servizio.

Il recente progetto del MIUR “Scriviamocinrete” ha invece messo a disposizione del personale scolastico una casella di posta elettronica istituzionale, collocata sul dominio istruzione.it.  È quindi ora possibile in pochi minuti avere un account di posta nella forma nome.cognome@istruzione.it. L’attivazione della casella non è automatica, ma si ottiene solo attraverso la richiesta via web da parte personale interessato. Il fatto che il gestore del servizio di posta elettronica sia il MIUR qualifica il titolare di una casella istituzionale per il ruolo professionale che riveste. Infatti il Ministero assegna l’account non in modo generico, ma dopo la verifica del fatto che il richiedente sia un dirigente scolastico o un docente in servizio a tempo indeterminato (attualmente il servizio è un po’ lento ma dovrebbe migliorare).

 

1.2.Il personale scolastico

La comunicazione via mail del personale scolastico può realizzarsi verso tre tipi di destinatari: tra colleghi, con i genitori, con gli allievi.

 

Posta tra insegnanti o con i genitori

Trattandosi di comunicazione tra soggetti maggiorenni non presenta particolari rischi, se non quelli tipici del servizio di posta elettronica. L’impiego dell’account nel dominio istruzione.it autentica il corrispondente con cui si scambiano messaggi. Nel caso di account diversi (cosa normale nel caso dei genitori) sarà opportuno avere la certezza che dietro l’indirizzo utilizzato per l’invio vi sia davvero la persona con cui s’intende corrispondere. La garanzia per l’acquisizione di tale indirizzo, e per la definizione di questa modalità di conduzione del rapporto scuola-famiglia verrà stabilito con una procedura che prevede il colloquio diretto coi genitori prima dell’atto dell’avvio di uno scambio di e-mail.

 

Posta con gli alunni

Rispetto al contenuto della corrispondenza con i propri alunni per via elettronica valgono ovviamente gli stessi riferimenti di correttezza da applicare alla corrispondenza tradizionale. Ma l’uso della posta elettronica richiede ulteriori cautele e attenzioni:

    - In primo luogo, gli indirizzi personali di posta degli alunni non devono essere divulgati. Questa cautela va applicata in modo molto attento se l’indirizzo è personale dell’alunno/a, è comunque opportuna anche nel caso in cui l’alunno/a utilizzi un indirizzo familiare.

    - Si deve privilegiare quindi l’invio diretto al singolo indirizzo di mail piuttosto che a liste. Nel caso di invii a gruppi di alunni o a gruppi compositi si devono evitare liste di indirizzi nei campi “To:” oppure “Cc:” , preferendo in questi casi il campo “Bcc:” che resterà nascosto ai destinatari.

    - Si deve privilegiare inoltre l’uso di un client di posta piuttosto che il servizio webmail: (solo col client di posta la documentazione del traffico in uscita e in arrivo resterà sul proprio personal computer a propria completa disposizione).

 

Un secondo fronte di attenzione deve essere quello dell’impiego della casella di posta degli alunni per l’iscrizione a servizi di rete di vario genere. Ormai quasi tutti i servizi messi a disposizione sulla rete, laddove richiedono una registrazione per usufruirne, fanno capo alla mail personale quale strumento di verifica dell’identità del nuovo iscritto. Dato che ogni servizio attivato, anche completamente gratuito, comporta la sottoscrizione di un contratto, appare chiara la cautela da porre in tale operazione. Inoltre molti servizi invitano colui che si iscrive, ma anche a volte lo vincolano, a concedere l’autorizzazione all’uso della propria e-mail per l’inoltro di informazioni di vario tipo, spesso commerciali, da parte del gestore del servizio, ma anche di terze parti. Tale prassi non dovrebbe essere attivata.

L’esigenza di adottare particolari cautele non deve scoraggiare dall’uso della posta elettronica. Lo scopo di queste “indicazioni” è proprio l’opposto, ma non è ignorando gli aspetti di criticità che si risolvono i problemi connessi con il suo corretto uso.

Una soluzione che affronta alla base molti di tali problemi e che si invita a tenere nella massima considerazione attiene la gestione in proprio, da parte della nostra Istituzione scolastica, del servizio di posta elettronica per gli alunni. Quando la gestione degli account di posta degli alunni potrà essere amministrata direttamente dal personale scolastico tutti i rischi e le relative cautele assumeranno una rilevanza decisamente minore, in quanto ogni disguido o indesiderato effetto sarà facilmente recuperabile o annullabile.

 

Gli alunni

Appare inopportuno che gli alunni utilizzino a scuola la posta elettronica personale in spazi e orari non concordati o non definiti. Anche quando l’uso della posta avviene in questi spazi e orari, vi sono comunque alcuni aspetti di tale attività da valutare attentamente.

Il primo elemento da considerare riguarda i contenuti ricevuti/inviati, e attiene il corretto rapporto  tra l’alunno e l’Istituto, sia in merito all’uso diligente delle strutture e dei servizi messi a disposizione dalla scuola, sia per il valore formativo che questa attività, se svolta a scuola, deve rivestire, anche se effettuata fuori dell’orario di lezione e in spazi appositamente dedicati (ad esempio nella biblioteca scolastica o …).

Un secondo e più complesso aspetto riguarda la gestione dei dati sensibili o personali e quindi riservati che la configurazione e l’uso di un programma di posta (client) comporta. I servizi di ricezione/invio della posta possono essere disabilitati, o configurati in modalità opportuna coerentemente con quanto definito dalla policy d’Istituto. È’ comunque opportuno che gli alunni siano indirizzati a usare il servizio di webmail, che permette il controllo della propria casella e lo svolgimento di corrispondenza senza depositare dati sensibili nel client di posta del computer della scuola.

Infatti, usando il servizio di webmail, i contenuti della corrispondenza, così come i dati relativi all’account e alla password di accesso dell’alunno, sono gestiti a livello del server, e ciò elimina l’onere di gestione di dati sensibili e/o personali da parte della scuola.

Anche in questo caso l’impiego di un servizio di posta d’Istituto, con assegnazione agli alunni di account personali sul dominio gestito dalla scuola stessa, porterà a notevoli incrementi della sicurezza, come già precedentemente specificato. Il servizio di posta di istituto può costituire, inoltre, una occasione importante per rafforzare il rapporto educativo teso alla responsabilizzazione dell’alunno nell’impiego delle TIC che la scuola gli affida. Come già ricordato, infatti, tra i fini formativi della scuola rientra l’educazione alla accorta e consapevole gestione degli strumenti di comunicazione tramite i quali passano ogni giorno di più i diritti e i doveri del moderno cittadino. Il servizio di posta elettronica rappresenta un potente strumento di interazione che si deve imparare a usare in modo sempre più attento, conoscendone le valenze di “identità in rete” che spesso rappresenta.

 

La “Comunicazione sincrona” - indicazioni generali

Siti internet e posta elettronica sono servizi “asincroni”: chi genera la pagina web o scrive la e-mail e chi consulta il sito o legge il messaggio operano in tempi diversi, da pochi minuti a mesi e anni. Nella comunicazione sincrona invece si richiede la contemporanea presenza dei soggetti coinvolti. Sul web sono disponibili molti strumenti di comunicazione sincrona, alcuni molto noti e diffusi, altri meno. Tra i servizi più conosciuti quelli di:

chat, utilizzati anche con funzione formativa  o di assistenza a distanzai

istant messaging, che permettono di raggiungere in tempo reale il

  destinatario con un breve avviso.

La sempre maggiore velocità nella trasmissione dei dati ha favorito l’evoluzione dei servizi di comunicazione sincrona, originariamente basati sulla comunicazione testuale, ampliando oggi le possibilità di comunicazione anche all’audio e al video.

 

Il personale scolastico

La necessità della presenza contemporanea dei soggetti coinvolti nella comunicazione sincrona richiede un coordinamento delle attività. Ciò influenza in modo evidente l’organizzazione del lavoro. Per il personale dirigente e amministrativo si configura qualcosa di simile all’invadenza del telefono che essendo per l’appunto uno strumento di comunicazione sincrona spesso interrompe processi in corso, tant’è che è prassi diffusa porre un filtro alle chiamate in arrivo quando non si desidera essere interrotti indiscriminatamente.

Anche in rete si può impostare in modo anche molto sofisticato il filtro delle chiamate in arrivo, ma ciò richiede un certo livello di confidenza con lo strumento. Il rischio degli strumenti di comunicazione sincrona è quello della dispersione. Si può perdere facilmente il filo del discorso dovendo interloquire tramite brevi messaggi da digitare sulla tastiera, compito per il quale le capacità dattilografiche diventano un prerequisito importante. Quando si interagisce in molti, i discorsi rischiano di sovrapporsi e intrecciarsi. In questi casi è fondamentale il ruolo di chi coordina la sessione di chat.

I docenti che ricorrono a tale strumento per lo svolgimento di iniziative con fini didattici devono quindi assolvere in modo competente il ruolo di moderatore, definendo con attenzione modi e tempi degli interventi. L’avvento di chat vocali riduce l’aspetto dattilografico, valorizzando invece la potenza comunicativa immediata della voce rispetto a brevi frasi battute di getto. In questo caso la possibilità di condurre a costi nulli colloqui su scala nazionale o anche internazionale va presa in seria considerazione, presentandosi come una alternativa possibile al telefono. Il personale dirigente e amministrativo potrà quindi svolgere sessioni di conferenza audio su appuntamento, e gli insegnanti attività con fini didattici in determinati spazi orari programmati con gli interlocutori.

Quando poi alla voce si affianca anche il video, e si possono quindi vedere gli interlocutori con cui si sta dialogando, la comunicazione assume le caratteristiche della video-conferenza. Si tenga comunque conto che l’aggiunta del video assorbe un’ulteriore quota della banda disponibile, per cui potrebbe rallentare altri servizi contemporaneamente attivi sulla connessione a Internet della scuola.

A fronte di questi aspetti incoraggianti verso l’impiego dei servizi disponibili di comunicazione sincrona, vi sono elementi in evoluzione tutti da valutare con attenzione. Infatti la disponibilità di questi servizi è oggi connessa all’appartenenza alle cosiddette “comunità virtuali”, in cui bisogna registrarsi assumendo una identità (ID) che verificata tramite la password personale qualifica chi accede ai servizi verso i terzi. Bisogna procedere con attenzione valutando tutti gli aspetti correlati a queste procedure, che in cambio di un servizio gratuito comunque richiedono qualcosa, ad esempio la ricezione di comunicazioni pubblicitarie.

Tali costi indiretti vanno valutati diversamente nei diversi contesti:

 

Gli alunni

Nell’impiego da parte degli alunni si valuterà con attenzione l’offerta specifica rivolta alla scuola da parte di organizzazioni che promuovono attività didattiche in rete. In tali casi i servizi di chat e simili sono offerti con la dovuta attenzione all’utenza scolastica.

Partecipare a iniziative on-line rivolte alla scuola e promosse da agenzie nazionali, europee o internazionali può costituire una valida prima esperienza a cui riferire ulteriori programmazioni e progetti didattici.

Ugualmente il supporto anche dell’insegnante counselor per l’impiego didattico delle TIC può fornire elementi importanti per progettare e svolgere correttamente interessanti e formative esperienze di comunicazione sincrona in rete.

 

 

Le famiglie

Il ricorso a strumenti di comunicazione sincrona tra scuola e famiglia non è ancora diffuso nel nostro istituto. Nel caso risultasse opportuno tuttavia può fornire un’occasione di comunicazione efficace se svolto in un contesto concordato per superare difficoltà oggettive che impediscano il normale incontro di persona.

Valgono qui le stesse indicazioni fornite per la comunicazione via mail, anche se il ricorso alla comunicazione audio e video aumenta gli elementi di certezza. Comunque non è ancora opportuno assegnare, alle potenzialità degli strumenti di rete, altro ruolo se non quello di supplire le normali relazioni in presenza in caso di evidente impossibilità di incontro.

   

Altre forme di comunicazione in rete

Esistono altre forme di comunicazione in rete oltre quelle già esaminate. Essendo questo solo un documento di riferimento, si ritiene sufficiente indicarne alcune, ben sapendo che altre ed anche nuove forme potranno essere disponibili.

Forum

L’attivazione o la partecipazione a Forum rappresenta una opportunità estremamente interessante di collaborazione in rete. Anche il Miur utilizza questa forma di comunicazione interattiva ogni volta che ritiene necessario far partecipare gli operatori della scuola e i cittadini a un processo di innovazione o allo sviluppo di un progetto. Negli ultimi anni sono stati attivati molti forum raggiungibili dalla home page del sito www.istruzione.it e collocati, a seconda dei casi, nelle pagine del sito stesso o in quelle del sito degli “Annali dell’Istruzione”.

Forum su specifici argomenti sono spesso attivati a supporto di azioni formative, e permettono al gruppo che vi partecipa di comunicare in modo asincrono come con la posta elettronica ma condividendo con i componenti del gruppo il dibattito in corso. Elemento importante dei forum è la figura del moderatore, in grado di operare un controllo attivo sui contributi inviati e approvare o meno i messaggi che vengono inoltrati al gruppo.

Nel nostro contesto scolastico si consiglia l’attivazione solo di “forum moderati”, in cui il ruolo di moderatore sia svolto da docenti con esperienza o specifica formazione sul tema trattato, oltre che di padronanza dello strumento.

 

Blog

È un fenomeno che si sta diffondendo anche in Europa, ma rappresenta l’ultimo fenomeno di comunicazione di massa della popolazione giovanile dei paesi orientali e si sta già affermando tra alcune migliaia di utenti in Italia coinvolgendo prevalentemente il mondo degli adolescenti.

Attraverso l’utilizzo di un servizio di rete apposito, i ragazzi/alunni possono pubblicare in tempo reale i loro elaborati (testi ma anche elementi multimediali, foto, grafica, suoni ecc.) sulla rete Internet, realizzando quasi un proprio sito personale. E tutto ciò senza particolari software o competenze specifiche, ma tutto direttamente on-line, utilizzando qualsiasi computer connesso a Internet.

Tale opportunità ha portato al proliferare di materiali pubblicati su Internet prodotti anche da ragazzi, che in luogo del tradizionale e personalissimo diario hanno scelto la rete come custode dei loro pensieri, poesie e confidenze. L’indirizzo del proprio blog personale è diventato un segno distintivo, da condividere con gli amici.

Il caso del fenomeno blog sta a dimostrazione del fatto che la rete Internet continua a essere una infrastruttura su cui vengono attivati servizi di comunicazione e di diffusione delle informazioni a volte nuovi e quasi sempre di immediato e semplice uso. In tal modo si rende possibile l’estensione a larghe fasce di utenti di attività e iniziative sino a poco prima riservate agli specialisti del settore. Sulle potenzialità del blog rispetto alla didattica o alle funzioni della scuola nulla si può ancora dire a oggi di specifico, ma di certo se ne possono intuire le potenzialità come anche i rischi. Sapersi orientare di fronte alle innovazioni fa capo anche alla diffusione di quella cultura del corretto uso delle TIC a cui queste indicazioni mirano.

 

Siti Internet delle Istituzioni scolastiche

 

Indicazioni generali

La realizzazione del proprio sito Internet è ormai esperienza diffusa tra le scuole di ogni ordine e grado, favorite sia dall’evoluzione attuale della rete sia dalla semplificazione degli strumenti software necessari allo sviluppo e alla pubblicazione di un sito. Tuttavia proprio il fatto che questa iniziativa sia attuata da una Istituzione scolastica rende l’operazione ben diversa da quella svolta da un qualsiasi cittadino o da una azienda privata. Vediamo pertanto alcuni problemi che devono essere tenuti presente.

 

Titolarità del sito Internet

L’azione di pubblicazione su Internet di informazioni e dati fa capo a diverse normative che ne regolamentano gli aspetti contrattuali e gli aspetti legali verso terzi. Ciò sia nel caso in cui si sottoscriva un regolare contratto oneroso, sia che si utilizzi un’offerta gratuita. In tutti i casi vengono sottoscritti in forma cartacea oppure in forma digitale regolari contratti di cui l’unico sottoscrittore per conto della scuola é il Dirigente scolastico, in quanto legale rappresentate dell’Istituto.

 

Redazione

Appare opportuno che lo sviluppo del sito scolastico sia sempre affidato ad un responsabile coordinatore e a una apposita redazione, in cui gli aspetti tecnologici e quelli dell’informazione e della comunicazione siano debitamente rappresentati da insegnanti delle varie aree disciplinari. Nella redazione sarebbe opportuna anche la presenza di un personale ATA nonché di almeno un rappresentate per plesso interessato alla produzione di contenuti destinati alla pubblicazione.

 

Contenuti

Il sito è a tutti gli effetti una pubblicazione della scuola; pertanto valgono gli stessi criteri di attenzione solitamente adottati nelle pubblicazioni a stampa. Tuttavia, a differenza delle produzioni cartacee, l’edizione elettronica porta con sé maggiori rischi di violazione di norme a tutela del copyright e della privacy, elementi su cui è bene essere documentati in modo esaustivo.

Un altro elemento da considerare con attenzione è il ricorso a servizi gratuiti per la pubblicazione del sito. In questi casi chi offre il servizio si riserva un’area dello schermo in cui porre banner pubblicitari, sul cui contenuto la scuola non ha alcun controllo. Difficilmente chi offre il servizio gratuito è in grado di garantire che immagini e testi pubblicitari siano consoni alla veste istituzionale del sito scolastico, anche perché i banner vengono aggiornati anche quotidianamente. Nel caso in cui gli oneri per la pubblicazione del sito siano sostenuti da enti o aziende sponsorizzatrici, sarà bene valutare con attenzione il rilievo da attribuire al marchio dello sponsor. Di massima sarebbe preferibile realizzare una pagina di “credits” in cui porre i ringraziamenti a quanti permettono la messa in rete del sito scolastico, piuttosto che banner o marchi presenti in varie pagine del sito.

 

Accessibilità

Si consideri come sempre più attenzione si debba porre in rete all’accessibilità ai siti Internet da parte di tutti, anche dei disabili. L’ente internazionale W3C pubblica le normative tecniche a garanzia dell’accessibilità dei siti, norme a cui appare indispensabile, per la sua stessa natura, che la scuola aderisca. Inoltre, per quanto riguarda in modo specifico i siti delle Pubbliche amministrazioni, le scuole devono fare riferimento alla Circolare dell’Autority per l’Informatica nelle Pubbliche amministrazioni del 6 settembre 2001 n. Aipa/CR/32 e alle Linee Guida per l'organizzazione, l'usabilità e l'accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni contenute nella circolare del Ministero della funzione pubblica 13 marzo 2001, n. 3.

 

 

Naming

Il nome del sito, il cosiddetto URL, diviene il biglietto da visita dell’Istituzione scolastica sulla rete. Appare quindi opportuno che la sua declinazione sia coerente con la denominazione ufficiale dell’Istituzione scolastica. Meglio registrare il proprio dominio in quanto è ormai un’operazione a basso costo, che permette di avere un’identità autonoma sulla rete. In tale occasione la scelta del proprio nome in rete deve essere svolta con la massima attenzione.

 

 

Scuola primaria

Vi sono alcuni aspetti peculiari della scuola primaria  (elementare) che possono

rappresentare delle criticità nella gestione del sito Internet e pertanto richiedono cautele specifiche.

Di grande delicatezza è in particolare la pubblicazione di immagini degli alunni. Le norme sulla diffusione di immagini di minori impongono la liberatoria scritta da parte dei genitori o di chi ne esercita la funzione. Si ritiene importante sottolineare come non ci si debba accontentare della prassi burocratica per risolvere il tema, bensì come sia opportuno che la scuola svolga anche verso i genitori una funzione formativa che educhi alla massima tutela dei minori. Anche se i genitori permettono la pubblicazione delle immagini del proprio figlio/i, la scuola deve procedere con la massima attenzione preferendo pubblicare, a esempio, immagini in campo lungo, senza primi piani; meglio fotografie di gruppo in attività che di singoli in posa; in alcuni casi, senza alterare l’informazione che l’immagine vuole comunicare, sarà opportuno “sfocare” un po’ i volti degli alunni con i software di ritocco fotografico.

Anche nella pubblicazione di testi ed elaborati grafici di minori, è necessario adottare le dovute cautele verso i dati sensibili che, sempre con gli opportuni software di ritocco fotografico, dovrebbero essere rimossi o mascherati nelle riproduzioni pubblicate.

 

 

Scuola secondaria di primo grado

Valgono anche per la scuola secondaria di primo grado le cautele prima evidenziate per la scuola elementare. Inoltre in questo ordine di scuola sempre più frequentemente gli alunni partecipano attivamente alla redazione dei materiali da pubblicare sul sito. Si evidenzia come tale partecipazione può essere giustificata solo ed esclusivamente da finalità didattiche che, quindi, vanno svolte sotto la specifica responsabilità di uno o più docenti che hanno programmato e condotto questa attività didattica.

Ogni docente responsabile dovrà porre la propria attenzione sul rispetto delle norme di copyright e di privacy che restano valide anche nelle pubblicazioni a carattere didattico. Questi aspetti dovranno entrare a far parte degli obiettivi di apprendimento: pubblicare su Internet costituirà per i ragazzi un’esperienza formativa in grado di fornire loro specifiche competenze anche sotto il profilo della legalità e dei principi connessi alla tutela del diritto d’autore e del diritto alla privacy.

Appare quindi evidente che tutte le azioni di sviluppo e pubblicazione sul sito Internet scolastico da parte degli alunni debbano svolgersi sotto il diretto controllo e la individuata responsabilità del personale docente.

   

Tutela dei diritti dei Minori

Il Consiglio Nazionale degli Utenti richiama l’attenzione sui diritti dei fanciulli all’uso e nell’uso di internet e riafferma l’esigenza che tali diritti  siano da tutti rispettati.

Il Consiglio, nell’ambito delle proprie competenze di promozione di iniziative per l’affermazione dei diritti e della dignità della persona e delle particolari esigenze di tutela dei minori in ogni aspetto del processo comunicativo, ha proposto l’adozione di una “Carta dei diritti dei bambini e dei ragazzi in rete”. Libertà di espressione, eguaglianza, salute, educazione e formazione, socializzazione e gioco, ascolto, dignità e riservatezza, sicurezza, sono diritti del minore che si conformano in modo specifico per l’uso e nell’uso della rete.    La enunciazione di tali diritti, che trovano fondamento nella Costituzione e nelle Convenzioni internazionali a protezione del fanciullo, concorre a diffonderne la conoscenza e ad affermare la necessità del loro effettivo rispetto.

 

(Vedi in allegato il documento sui “Diritti dei Minori in rete”)

 

Conclusioni

 

Le indicazioni che si sono fin qui suggerite segnalano al tempo stesso prospettive di

ampliamento nell’uso delle TIC e aspetti di criticità che richiedono attenzioni e cautele. Questi ultimi non devono prevalere sulle prime. A partire dagli anni ’90 del secolo scorso la storia della Pubblica amministrazione è una storia di progressive aperture: dal primo passo compiuto con il diritto di accesso dei cittadini agli atti e ai documenti – la legge 241 del 1990 – fino all’ultimo, la legge 150 del 2000 e i connessi decreti attuativi che impongono alla Pubbliche amministrazioni e, tra queste, alle scuole di comunicare con chiarezza e semplicità agli utenti e ai cittadini non solo quello che hanno fatto (gli atti), ma anche quello che stanno facendo (la loro ordinaria attività). Questo processo ha fatto compiere all’Italia, in poco più di un decennio, un gigantesco percorso di avvicinamento ai paesi europei più sviluppati e più efficienti nel campo della Pubblica amministrazione.

In questo quadro le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione non costituiscono soltanto uno strumento utile, ma rappresentano il necessario sfondo operativo in cui il cittadino si colloca per esercitare i propri diritti, crescere culturalmente e affermarsi come soggetto nel rapporto con gli altri cittadini e con lo Stato. L’uso delle TIC a scuola da parte di tutti coloro che a vario titolo sono attori nel definirsi del rapporto educativo (studenti e insegnanti, genitori, dirigenti scolastici, personale ausiliario, tecnico e amministrativo) rientra in questo quadro come il primo necessario passo di una formazione destinata a non interrompersi dopo l’adolescenza e a continuare per tutta la vita.

Proprio in ciò, nella dimensione formativa propria di tutte le attività che si svolgono a scuola, si risolve la problematicità del rapporto tra vantaggi che si conseguono attraverso l’uso delle TIC e cautele che è doveroso attuare. Il cittadino che poco prima dei sei anni entra nelle aule delle scuole primarie imparerà anche a sviluppare un uso corretto e consapevole di strumenti di comunicazione di cui i suoi genitori, alla sua età, non potevano neppure avere nozione, semplicemente perché quegli strumenti non esistevano ancora. Nella formazione di questa capacità, che sarà una di quelle caratterizzanti l’Europa della conoscenza delineata tre anni fa nella Conferenza di Lisbona, la scuola non può non assumere un ruolo primario. Cautele e attenzioni sono quelle necessarie in tutti i casi nei quali si affrontano con gli allievi le grandi questioni del rapporto con – e del rispetto verso –gli altri.

I percorsi formativi predisposti dal Miur, i finanziamenti per le tecnologie che hanno consentito in questi anni alle scuole di dotarsi di infrastrutture adeguate, il sempre maggiore uso che, secondo recenti indagini, i docenti fanno personalmente delle TIC, tutto concorre a prefigurare uno scenario in cui queste “Indicazioni” potranno aiutare a sviluppare consapevolezza e a far conseguire risultati positivi a tutti i soggetti che nella nostra scuola si accingeranno a usare la tecnologia per la crescita culturale e civile dei nostri allievi, piccoli cittadini di oggi, che nelle nostre aule diventano i cittadini protagonisti della società di domani.  

Sitografia 

I materiali sono stati raccolti e rielaborati dai seguenti documenti:

   Norme relative alla informatizzazione P.A. http://www.aipa.it

   Garante della privacy . http://www.garanteprivacy.it

   CM 152/2001 e CM 114/2002,

   Linee di indirizzo Direz. Reg. Piemonte Circ. n° 142/2003

   L’ European Schoolnet, organismo promosso dall’UE  tra i Ministeri dell’Istruzione dei paesi dell’Unione Europea per l’uso didattico delle TIC. http://www.eun.org/portal/index-en.cfm

   Ministero Istruzione http://www.istruzione.it/innovazione/tecnologie/consapevole.shtml

   Servizio Osservatorio Tecnologico delle scuole  http://www.osservatoriotecnologico.it/INTERNET/navig_sicur.htm

   Sito del Governo http://www.italia.gov.it/chihapauradellarete/index.html

      C.M. 55 e 116 del 2002 ( Piano ForTic ) http://www.istruzione.it/innovazione/progetti/tic.shtml .

   MIUR - Progetto monitoraggio

   Associazione Italiana Biblioteche  “Linee guida all’accessibilità ai contenuti del web” del W3C su http://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm

                              http://www.agcom.it/cnu/

 

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Guido e le disavventure di Internet

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"La Cultura della Sicurezza in rete"

di M.M. Gabbari