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Per
realizzare i propri scopi la pubblicità deve:
• rendere noto al
pubblico un prodotto (merce, servizio, evento, persona o partito);
•
richiamare l'attenzione sul prodotto e decantarne la superiorità;
• convincere il
pubblico ad acquistare il prodotto orientando e condizionando le scelte
dei consumatori e facendo sorgere in loro il desiderio di consumare.
Per ottenere questo
risultato, la pubblicità si avvale di particolari tecniche, utilizzate
per creare il messaggio e far sì che arrivi al destinatario nel modo
più efficace.
2. “
DIVERSI TIPI DI PUBBLICITA’ “
La
pubblicità
commerciale è utilizzata dalle industrie e determina la libera
concorrenza dei prodotti immessi sul mercato. Per questo motivo siamo
circondati dalla pubblicità, divulgata attraverso numerosi mezzi di
comunicazione.
Non
sempre la pubblicità vuole convincere ad acquistare determinati
prodotti
Alcune
volte la pubblicità cerca di indurre le persone a determinati
comportamenti di particolare utilità collettiva. In questo caso si
parla di pubblicità
di utilità sociale, utilizzata da movimenti e associazioni senza
fine di lucro, da enti pubblici o ministeri
Alcune
volte il suo obiettivo è quello di sensibilizzare il cittadino su
grandi temi di impegno civile e sociale: è il caso della pubblicità progresso.
La
pubblicità progresso si propone di utilizzare la pubblicità a fini
sociali; essa vuole cioè sensibilizzare i cittadini ai problemi della
vita in comune sollecitandoli ad assumere in modo responsabile dei
comportamenti sociali utili.
Essa
è sorta in Italia con lo scopo di organizzare campagne pubblicitarie su
argomenti di utilità pubblica. Dal 1971 ad oggi, la pubblicità
progresso ha affrontato ogni anno temi di carattere ecologico e
sanitario di particolare interesse.
3. “
ANALISI DI UNA PUBBLICITA’ ”
la
pubblicità è composta da un:
è
linguaggio iconico ( linguaggio delle immagini )
è
linguaggio verbale (testo scritto o parlato)
è
linguaggio musicale (radio e TV)
è
linguaggio gestuale (TV)
il
linguaggio può essere:
è
comune
è
dialettale
è
poetico
è
ecc.
Le modalità
della comunicazione possono essere:
è
invito
è
minaccia
è
ordine
è
critica
è
ecc.
Le
modalità linguistiche:
è
proverbi
è
parole
composte
è
allusione
è
locuzioni
imperative
Il messaggio iconico è
composto da:
è
immagine
è
colore
è
tecnica
La
funzione del messaggio è di:
è
informazione
è
propaganda
è
progresso
è
educazione
4. “LA
PUBBLICITÀ INDIRETTA” 
Uno
dei canali comunicativi di maggior successo è la sponsorizzazione.
Sponsor
è un termine latino che significa "garante" e viene
utilizzato per definire le ditte che finanziano uno spettacolo,
un'attività culturale, una squadra o una competizione sportiva, o una
mostra d'arte, per fini pubblicitari. Ponendo il proprio marchio sulle
magliette dei giocatori di una partita, sugli striscioni degli stadi,
o sulle locandine di presentazione di un festival della canzone, lo
sponsor si fa una pubblicità indiretta: imprime cioè nella mente del
pubblico la propria immagine senza ricorrere agli annunci. Ogni volta
che un giocatore o un tifoso indossa la loro maglietta, diventa un
"annuncio" pubblicitario.
Esistono
anche forme di pubblicità indiretta più sottili: molte volte per dare
maggiore valore e credibilità al prodotto lo si fa presentare da un
personaggio famoso, il testimonial.
5. “LA
FUNZIONE DEL MESSAGGIO “
La
funzione
comunicativa, sempre presente in tutti i messaggi pubblicitari è
quella esortativa,
perché lo scopo principale di ogni pubblicità è quello di esortare a
fare qualche cosa: comprare un prodotto, riflettere su un problema
sociale, andare a uno spettacolo, commemorare un avvenimento, compiere
un dovere civico, ecc.
Per
aumentare il desiderio di acquistare un prodotto, il messaggio fa leva
su alcune suggestioni
quali la ricchezza, la giovinezza, la bellezza, l’amicizia, e
altro.
Una
delle suggestioni più usate è il mito del successo economico.
6.
“ IL TESTO DEL MESSAGGIO PUBBLICITARIO”
Le
parole
che spesso sono inserite nella pubblicità hanno lo scopo di rendere
più chiaro ed efficace il messaggio in modo che l’idea trasmessa
rimanga facilmente impressa nella memoria di chi lo riceve.
Le
parole usate si distinguono per originalità ed efficacia comunicativa,
ma è importante considerare anche la loro disposizione nella pagina, il carattere grafico, le dimensioni e il colore delle scritte.
Si
può notare come le scritte, per la loro collocazione nel manifesto, la
loro grandezza, il loro colore e la qualità dei caratteri tipografici
facciano parte dell’immagine e ne costituiscano un importante aspetto
visivo. La scelta dei caratteri e il loro inserimento nella composizione
fanno parte perciò del lavoro del disegnatore e sono elementi
importanti della pubblicità.
7. “
LE DEFORMAZIONI DEL LINGUAGGIO “
Lo
slogan è l’elemento
che collega l’immagine al prodotto con il compito di enfatizzare e
sostenere il messaggio.
Serve
principalmente ad attirare l’attenzione, a caratterizzare il prodotto
e a farlo ricordare e perciò fa uso di un linguaggio incisivo e di
facile presa, che spesso ricorre a giochi e a variazioni di
parole.
Oggi
, spesso si usano delle deformazioni
nel linguaggio pubblicitario per attirare l’attenzione del ricevente.
Il ricevente è colpito soprattutto dalle invenzioni usate per
reclamizzare il prodotto.
8.
“IL MESSAGGIO ICONICO “
In
una immagine pubblicitaria il prodotto reclamizzato viene generalmente
posto nel centro
ottico della composizione, che non sempre coincide esattamente
con il centro del foglio. Gli altri elementi testuali e visivi possono
essere distribuiti in modo simmetrico, se si vuole dare un’idea di
equilibrio o viceversa in maniera asimmetrica, se si vuole realizzare
una composizione dinamica
La
scelta della tecnica da usare per fare un manifesto non può essere
affidata al caso, perché ogni mezzo espressivo permette particolari
risultati, perciò va scelto in relazione al tipo di messaggio e agli
effetti visivi che si vogliono ottenere. Tra le tecniche più usate vi
è il fotomontaggio.
Il
centro dell’attenzione è il punto dove il pubblicitario concentra l’immagine
e la spiegazione di ciò che essa mostra . Essa può essere situata al
centro, in basso, in alto.
Un’immagine
insolita, composta da pochi elementi e con l’immagine principale
situata verso il centro della composizione concorre a rendere efficace
un messaggio pubblicitario.
I
colori
possono suscitare effetti espressivi e richiamare diversi significati
simbolici: i colori forti e contrastanti servono ad attirare l’attenzione;
il bianco serve a richiamare la purezza, l’igiene, la pulizia; il
verde e l’azzurro vengono usati per rievocare l’ambiente naturale e
incontaminato; il rosso è un colore caldo ed emotivo che incita all’azione;
il blu è il colore della notte; il giallo, quello caldo del sole e
richiama significati di preziosità ed eleganza; il nero viene usato per
prodotti raffinati e di lusso; il grigio ed il bruno sono usati per gli
sfondi e fanno risaltare gli altri colori.
Il
disegno nella pubblicità viene utilizzato spesso per
creare immagini fantastiche.
9. “LA
PUBBLICITÀ GIORNALISTICA ”
La
pubblicità varia a seconda del mezzo che viene usato per diffonderla: la pubblicità che si
trova nelle pagine di un quotidiano può essere più dettagliata e meno
appariscente perché l’utente a cui è diretta è già disposto alla
lettura; per questo l’immagine e la scritta descrittiva nella
pubblicità dei giornali sono in più stretta dipendenza.
10. “LO
SPOT TELEVISIVO ”
La
pubblicità si serve spesso anche del mezzo televisivo attraverso il quale può raggiungere tutte le
categorie di persone.
La
pubblicità televisiva utilizza contemporaneamente vari linguaggi che
concorrono a rendere particolarmente efficace il messaggio. In essa
infatti l’immagine in movimento è affiancata dalla parola e dalla
musica.
Nella
pubblicità televisiva e radiofonica, il messaggio viene ripetuto più
volte in modo che sia memorizzato e ricordato dall’utente al momento
dell’acquisto.
11. “I
MANIFESTI STRADALI ”
La
pubblicità di un grande manifesto
murale è fatta in modo da sollecitare l’attenzione anche del
passante distratto; per questo le sue forme e le sue dimensioni, così
come i colori, dominano il manifesto e la parte scritta diventa un
elemento simbolico.
12. “
IL LOGO ”
Vi
sono immagini che vengono utilizzate per evocarne altre più complesse
Spesso nella pubblicità viene inserito il marchio o la sigla
che indica la casa produttrice del prodotto. Si chiama logo. Esso viene utilizzato nella tecnica
pubblicitaria per esprimere un’idea nella maniera più efficace
perché per la sua semplicità e concretezza colpisce l’attenzione e
si fissa nella memoria.
Il
marchio spesso compare sia sulle confezioni di prodotti fotografati che
nel testo di commento. La ripetizione crea un effetto anche involontario
di permanenza nella memoria.
13.
“IL TARGET “
In
pubblicità il tipo di consumatore a cui si rivolge il prodotto viene
definito target,
bersaglio.
Quando
viene progettata una campagna pubblicitaria si cerca di individuare il
gruppo di persone che acquisterà il prodotto, il messaggio
pubblicitario userà un linguaggio con suggestioni che possano stimolare
il suo desiderio e il suo interesse.
14.
“ UN PO’ DI STORIA “ a
cura
delle prof.sse Farella e Bertino
La
pubblicità ha origini antiche:
già duemila anni fa scritte murali, steli e tavolette segnalavano punti
vendita e manifestazioni pubbliche di vario genere. Nel Medioevo, gli
strilIoni e gli imbonitori esaltavano le virtù
della propria mercanzia nelle fiere e nei mercati.
La
pubblicità nel senso moderno è però legata all'invenzione della
tipografia e alla seguente diffusione dei giornali. I primi annunci
commerciali fecero la loro comparsa in Francia, su un giornale del 1630.
Le
prime agenzie di pubblicità sorsero in Inghilterra e negli Stati
Uniti.
In
Inghilterra nel 1745 apparve il General
Advertiser, un giornale interamente dedicato agli annunci
pubblicitari, come più tardi (1858), in Francia, la Petite
affiche.
La
prima agenzia pubblicitaria italiana, la Manzoni, sorse a Milano nel
1863.
È
interessante notare che il termine "reclamizzare"
(sinonimo di pubblicizzare) deriva dalla parola francese reclame,
che significa "richiamo tipografico".
Inizialmente
le inserzioni pubblicitarie erano semplici elenchi di prodotti, senza
alcuna sottolineatura delle loro qualità. Al massimo si aggiungeva un
disegno che raffigurava i singoli articoli.
L’affermazione
della pubblicità su vasta scala si affermò con la rivoluzione
industriale e la produzione di massa: il potere di acquisto delle
persone aumenta, come anche la quantità di beni immessi sul mercato..
Lo sviluppo delle macchine permise di produrre una grande quantità di
merce; ciò fece sorgere la necessità di vendere sempre di più e di
aumentare i consumi.
In
particolare in Europa e in Italia, durante la cosiddetta “Belle
èpoque “, la produzione industriale rende disponibili per gruppi
sempre più consistenti di persone beni di prima necessità a prezzi
accessibili, infatti
nascono i primi Grandi Magazzini, e inizia quello che potremmo
chiamare già consumismo, anche se in forma molto ridotta rispetto al
grande boom della seconda metà del Novecento
Via
via che si dimostrava preziosa per il commercio, la pubblicità andava
affinando le proprie tecniche. Negli Stati Uniti, attorno al 1860,
comparvero le prime agenzie specializzate. Si trattava di piccole
imprese incaricate della creazione grafica di spazi pubblicitari e della
loro vendita sui giornali. Rientrava nei compiti delle agenzie anche
l'organizzazione di quelle che oggi chiamiamo campagne
pubblicitarie, tese a reclamizzare il lancio di un prodotto
con un sistema articolato di messaggi: annunci sui giornali, cartelloni,
manifesti, volantini e piccoli doni offerti al pubblico a titolo di
prova o di promozione.
Alla
fine del XIX secolo la pubblicità era così diffusa da cambiare il
volto delle grandi città, che vennero tappezzate da insegne vistose e
da cartelloni colorati. Le immagini pubblicitarie diventarono sempre
più elaborate e raffinate per far apparire seducente il prodotto e per
far sorgere il desiderio dell'acquisto.
La
loro esecuzione veniva affidata anche a gradi artisti, come il pittore
francese Henry Toulouse-Lautrec, che creò bellissimi affiches (manifesti) per
pubblicizzare locali notturni, caffé e teatri di Parigi.
Con
l’avvento dell'elettricità, i pubblicitari ebbero a disposizione un
potente mezzo per attirare l’attenzione: nel 1882 comparve a Londra
la prima insegna
luminosa, il cui richiamo
poteva essere ben visibile anche di notte.
Un’altra
importante "rivoluzione” della tecnica pubblicitaria risale al
1902, quando J. E. Kennedy, creatore di testi presso una delle più note
agenzie pubblicitarie americane, cominciò a introdurre negli annunci un
breve testo in cui si sostenevano le ragioni valide per comprare un
certo prodotto: nasceva così la pubblicità moderna, che non si limita
a rendere noti i prodotti, ma cerca di convincere il pubblico ad
acquistarli.
Con
l’avvento delle modifiche letterarie e più generalmente culturali
introdotte dal movimento
futurista, viene dato un impulso ulteriore alla elaborazione di
parole per slogan pubblicitari.
Ricordiamo
l’uso che i regimi dittatoriali faranno della pubblicità come propaganda
della dittatura, in particolare in Italia l’attenzione che Mussolini
metterà nell’utilizzare i mezzi di comunicazione di massa di allora,
soprattutto la radio e il cinema, oltre alla classica pubblicità
attraverso i cartelloni e i manifesti. ( la “fabbrica del consenso”)
15.“
LA LITOGRAFIA “
La
litografia
è un procedimento a stampa inventato nel 1798 dal tedesco Aloys
Senefelder.
La
litografia usa come matrice una pietra calcarea (ora sostituita da
lastre di zinco o alluminio) sulla quale si esegue un disegno con matite
litografiche e lo si dipinge con inchiostri litografici. Si bagna poi la
pietra con l’acqua che viene respinta dai colori, ma assorbita dalla
pietra, si passa il rullo dell’inchiostro che aderirà alle zone
grasse e non a quelle bagnate e per stampare si pone un foglio sopra la
matrice e si passa sotto la pressa litografica.
16.
“TOULOUSE-LAUTREC”
Di
Henri de Toulouse-Lautrec sono famose le opere che ritraggono la vita
della Parigi notturna, animata di spettacoli, cabaret e caffè-concerto.
La pubblicità di questi locali era spesso affidata ad artisti e
Toulouse-Lautrec, in questo senso, è da ritenersi senz'altro un
precursore, anche nel modo di realizzare il moderno manifesto
pubblicitario.
Il
manifesto per il Moulin Rouge del 1891 è stato il primo realizzato dal
maestro.
a
cura della docente prof. Luisella
Saracco
e
degli alunni della classe 3A e 3B
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