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LABORATORIO E GIOCO

UNA PROPOSTA ON LINE DI CURRICOLO MATEMATICO-SCIENTIFICO

PROGETTO INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE  AZIONE B

(C.M. 152 del 18/10/2001 – Ufficio Scolastico Regionale C.prot.6204 del 11/06/2002)

Sommario:
- Scuole proponenti
- Sintesi progetto
- Caratterizzazione
- Bisogni formativi
- Obiettivi specifici
- Il Laboratorio
- Il Gioco
- Impatto progetto
- Verifica interna
- Trasferibilità esterna
- Feedback esterno
- Finanziamento
- Cofinanziamento
- Planning
 
 
 
Scuole:

Istituto Comprensivo

Via Zuara 7 20146 Milano

Scheda Scuola Zuara

Scheda sottoparte

Scheda finanziamento

 

 

Istituto Comprensivo

Via Cilea 12  Milano

Scheda Scuola Cilea

Scheda sottoparte

Scheda finanziamento

 

 

Istituto Comprensivo

Via dei Platani 5

Castellanza (VA)

Scheda Scuola Castellanza

Scheda sottoparte

Scheda finanziamento

 

 

S.M.S. A. Manzoni

Via Nullo 6

Calolziocorte (LC)

Scheda Scuola Manzoni

Scheda sottoparte

Scheda finanziamento

 

 

Istituto Comprensivo

di Rovellasca

P.za Risorgimento 14 (CO)

Scheda scuola Rovellasca

Scheda sottoparte

Scheda finanziamento

Descrizione sintetica:

Nello spirito espresso dalla strategia che la Direzione Scolastica Regionale si è proposta di perseguire nell’interesse di tutto il sistema d’istruzione lombardo catalizzando la costituzione di Reti Scolastiche Interprovinciali e finalizzando le stesse alla valorizzazione degli obiettivi dichiarati per l’azione B, si è costituito un gruppo di lavoro interprovinciale, formato da 5 scuole e concordato nelle riunioni organizzate dall’Ufficio Scolastico Regionale, che si è dato come propri i seguenti obiettivi:

·    Favorire la costituzione di comunità virtuali capaci sia di rielaborare le migliori pratiche didattiche e/o organizzative relative ad aree tematiche che si intende privilegiare sia di diffonderle in rete

·    Rinnovare la didattica, l’organizzazione, il posizionamento e il rapporto delle scuole con il contesto

·    Creare un polo aperto come luogo di cultura professionale e scolastica rispetto al territorio della propria provincia

·    Favorire il radicamento territoriale dei poli aperti e specializzati per aree definite in cui far convergere ed integrare figure di livello

Il gruppo di lavoro ha concordato di valorizzare l’area dei propri curricoli scolastici in ambito matematico scientifico sviluppando e potenziando ulteriormente l’aspetto della sperimentazione scientifica e del gioco legato alla logica. Pertanto la proposta di progetto approvato spazia dalle tematiche legate alla logica matematica ed alle scienze sperimentali.

4 - Caratterizzazione del progetto 

Il gruppo di lavoro ha concordato di realizzare un progetto che prevede di valorizzare l’area dei propri curricoli scolastici in ambito matematico scientifico sviluppando e potenziando ulteriormente l’aspetto della sperimentazione scientifica e del gioco legato alla logica. Pertanto la proposta di progetto approvato spazia dalle tematiche legate alla logica matematica ed alle scienze sperimentali.

L’idea base è quella di enfatizzare le caratteristiche insite nei new media, incentivandone un uso funzionale alla realtà scolastica e valorizzandone le potenzialità formative e didattiche nell’ambito matematico-scientifico. Non spingere quindi necessariamente alla produzione di nuovi prodotti, ma stimolare un riutilizzo dei materiali già prodotti, mediante aggiornamenti, approfondimenti, espansioni e raffinamenti. In questo modo il percorso didattico diventa una struttura viva e dinamica, un ambiente in divenire, che può plasmarsi di volta in volta sulle caratteristiche della classe o addirittura dei singoli alunni. L’eterogeneità dei livelli di partenza degli alunni e le diversità dei presupposti culturali di cui sono portatori comporta la necessità di impostare una didattica che aggreghi dal punto di vista concettuale le molteplicità dei vissuti personali, in modo che le diverse cognizioni si trasformino da elemento latente e disaggregato in conoscenza organizzata e consapevole. Il progetto intende sviluppare una didattica interattiva, fondata sul rigore scientifico e impostata sulla metodologia della progettualità guidata. L’unitarietà metodologica e la strumentazione tecnologica sono elementi che interagiscono in un “continuum” di strategie diversificate, intercambiabili come strumento di lavoro e come mezzo per raggiungere l’obiettivo prefissato, modificabili e adattabili alle diversificate situazioni concrete (di ambiente, di scuola, di contesto / classe, di alunni).

Il Progetto è aperto alla modularità per consentire la realizzazione di unità formative capitabilizzabili, tali da poter essere usati in contesti diversi.  Ciascuna unità formativa è impostata in modo da permettere lo sviluppo progettuale attraverso  applicazioni didattiche diversificate, che utilizzano approcci e strategie diverse (per conciliare il recupero e lo sviluppo delle eccellenze all’interno di una didattica differenziata) Nel progetto la modularità e la diversificazione delle strategie sono strutturate in modo da permettere interventi modulari con diversi livelli di difficoltà:

-          Modulo di base, per le situazioni iniziali, riscontrabili nelle classi elementari o in alcune situazioni iniziali. Il modulo fornirà i prerequisiti per l’uso del metodo scientifico, le preconoscenze tecnologiche, le conoscenze fondamentali per l’approccio scientifico ai problemi e l’impostazione di alcune facili realizzazioni.

-          Modulo intermedio. Rivolto alle classi / ponte e/o alle classi centrali della scuola media. Prevede la conoscenza e l’uso della strumentazione tecnologica per la realizzazione di prodotti specifici, esportabili in un ambito disciplinare definito.

-          Modulo avanzato. Rivolto alle classi finali della scuola medie e alle situazioni di eccellenza. Prevede la realizzazione di prodotti culturali esportabili anche in altri ambiti disciplinari,  nell’ottica della unitarietà della cultura.

 

La modularità e la diversificazione delle strategie sono studiate per consentire l’interscambio dei prodotti semilavorati all’interno della scuola e all’esterno come modello didattico esemplificativo. Il modello prodotto dovrà avere una impostazione tale da consentire l’apertura ad integrazioni, approfondimenti modifiche che altri utenti riterranno opportuno apportare per un utilizzo nella situazione concreta.

4.1 - I bisogni formativi che il progetto si prefigge di soddisfare 

 

-          stimoli e arricchimento dei contenuti formativi e culturali

-          sviluppo delle capacità logiche

-          utilizzo delle nuove tecnologie

-          approfondimento del metodo scientifico

-          recupero della motivazione

-          approfondimento degli aspetti interdisciplinari

-          attenzione all’ambito interculturale

-          trasferibilità della metodologia per una comprensione unitaria della cultura.

  

evidenziandone in particolare

 

  1. la coerenza con la tipologia curriculare e i Piani dell’Offerta Formativa

 Si intende proporre un approccio che parta dall’osservazione diretta dei fatti e fenomeni per motivare l’apprendimento e favorire i processi di astrazione. Il procedimento muoverà dalla curiosità, da esperienze facilmente comprensibili e realizzabili dallo stesso alunno, dall’operatività, attraverso l’uso delle strumentazioni tecnologiche per la realizzazione e la rappresentazione. La tipologia didattica è calibrata sulle necessità del curricolo impostato sulle esigenze di istituti comprensivi. Si terrà perciò conto delle diverse età e esperienze degli alunni, impostando la didattica in modo modulare, con diversi livelli di intervento. Punto basilare è la relazione dinamica su cui si fonda lo sviluppo del Progetto e il rigore scientifico del metodo, agevolato dall’uso delle tecnologie, viste come elemento costitutivo della metodologia stessa. Il progetto centra l’attenzione sugli elementi “stabili” del POF (laboratori scientifici, linguistici, tecnico / espressivi) sottolineando la possibilità di approfondire e incrementare il “core” del curriculum con interventi che valorizzino l’uso della tecnologia non come semplice strumento, ma come metodologia unitaria di coesione degli interventi didattici, come metodologia che apre a scelte strategiche personali , come metodologia trasferibili a più campi disciplinari.

  

  1. le ricadute previste nella didattica o in altri ambiti congruenti all’area presceltale modalità della loro individuazione

 la trasferibilità della metodologia si fonda sia sull’apprendimento e l’uso di un linguaggio appropriato,(formulazione ipotesi, uso operatori logici,  definizione tesi)  ma nella fattispecie si basa sull’uso delle tecnologie come metodo di lavoro. La strumentazione tecnologica è vista come dominio teoretico, come ambito nel quale le strategie  di lavoro e ricerca confluiscono nella creazione di una nuova metodologia didattica, aperta alla modificabilità e alla trasferibilità delle tipologie didattiche ad ambiti disciplinari diversi da quello per il quale sono state elaborate, nella consapevolezza dell’unitarietà del sapere.

Si aggiunge che la didattica si fonda, si sviluppa e si definisce attraverso le attività di gestione e organizzazione, in una interconnessione dei due sottosistemi, didattico e amministrativo, al fine di una ottimizzazione della resa globale del servizio scolastico.

Per questo si prevede che la ricaduta degli interventi si abbia anche nell’ambito gestionale e di supporto alla didattica.

 

 c.    le modalità della loro individuazione

 

I bisogni formativi sono individuati attraverso rilevazioni  ambientali, con l’uso di questionari; attraverso l’individuazione dei prerequisiti degli studenti e dei livelli delle conoscenze pregresse e attuali al momento delle realizzazioni.

L’individuazione non è limitata alla fase iniziale, ma attraverso verifiche in itinere verrà monitorato il processo  nelle fasi modulari.

4.3 - Obiettivi specifici del progetto con opportuni dettagli 

 

Le scuole partecipanti come primo compito comune operativo si scambieranno in rete le diverse unità didattiche già prodotte dalle singole scuole e sperimenteranno i loro percorsi didattici, sviluppati e potenziati dall’utilizzo delle tecnologie ipermediali e/o telematiche. Si tratta quindi di valorizzare quanto già fatto in classe, ripensandolo e ristrutturandolo, sfruttando ed evidenziando la plasticità degli ambienti. multimediali. Gli interscambi interni svilupperanno, circa le valenze e le migliori pratiche di ciascuna scuola una duplice finalità:

·    assicurare reciproci stimoli e arricchimenti dell’offerta formativa delle scuole aggregate

·    porsi come ambito di verifica della riproducibilità delle esperienze al di fuori della propria scuola per consolidare, perfezionare e potenziare ulteriormente con le risorse messe a disposizione

     Come secondo compito ogni scuola, in coordinamento con le altre, identificherà i livelli di accessibilità alle diverse unità didattiche ed il valore aggiunto offerto dall’apporto delle nuove tecnologie all’interno delle proprie esperienze didattiche più significative.

I ricchi materiali didattici già prodotti nelle diverse scuole verranno rivisitati con lo scopo di realizzare una serie di "Kit organizzativi, didattici e metodologici" caratterizzati al loro interno da una forte connotazione ed integrazione con le nuove tecnologie”. I lavori verranno svolti con la  collaborazione di più docenti in un’ottica di lavoro di team ed accompagnati da una relazione nella quale saranno evidenziati:

  • gli obiettivi didattici perseguiti

  • i materiali necessari all’approntamento del percorso didattico

  • le modalità di lavoro in classe

  • le metodologie ed i percorsi didattici suggeriti

  • gli eventuali sviluppi successivi del lavoro stesso

Il LABORATORIO 

 

L'attività di laboratorio didattico di scienze per definire un percorso efficace ed efficiente avrà come scopo prioritario quello di permettere agli alunni di riflettere su alcuni fenomeni presenti in modo variato nel vissuto “comune” (interpretazione della realtà) e della loro possibile attualizzazione, concettualizzazione e verbalizzazione. Un laboratorio didattico che invita a riflettere su una esplorazione della fenomenologia attraverso strumenti e materiali, ma anche attraverso trasduttori di diverso genere connessi ad un calcolatore che permetta di rilevare, rappresentare e correlare in tempo reale gli andamenti di variabili del fenomeno analizzato. Questa modalità di laboratorio costituisce una modalità decisamente più potente date le caratteristiche dello ”strumento cognitivo”. L’approccio sarà di tipo induttivo e partendo dall'osservazione diretta di fatti e fenomeni si arriverà alla scoperta della regola, della legge. Un laboratorio didattico che si basa sulla continua interazione fra l’elaborazione delle conoscenze e le attività pratico-sperimentali favorite dalla presenza delle tecnologie informatiche, telematiche e multimediali. Sperimentare per costruire la conoscenza porterà allo sviluppo della capacità di teorizzare e strutturare. Al docente il compito di ottimizzazione della “mediazione” cognitiva e culturale. L'educazione al metodo scientifico, partendo dalla curiosità e attraverso esperienze facilmente comprensibili e realizzabili dallo stesso alunno,  favorirà e svilupperà in modo graduale la capacità di astrazione e sistemazione.

Il laboratorio assumerà il ruolo di modello didattico, un ambiente in cui costruire la capacità di ascolto, la conoscenza: il fare insieme permette di formare e di fermare la conoscenza. La trasmissione verbale non verrà abbandonata, ma diventerà una delle possibili modalità con cui procedere. Il laboratorio assumerà il ruolo della bottega artigiana dove s’impara a fare cose: costruire il sapere facendolo.

   

IL GIOCO 

 

La scuola come la casa è un possibile ambiente ludico di arricchimento delle conoscenze e delle relazioni e l'utilizzo del computer rende la conoscenza attiva perché permette di creare subito delle applicazioni di quello che si è appreso. L’alunno quando parla di computer è spesso abituato ad associarlo all'idea del gioco, del divertimento. Le nuove tecnologie digitali possono dare forma concreta alle fantasie degli alunni, alle loro immaginazioni. Il lavoro scolastico sarà essere impostato sull'idea che è l’alunno ad usare il computer e non viceversa. Il computer entra nell’attività didattica con la leggerezza del gioco, della nuova scoperta e diventa subito parte integrante dell’immaginario dei ragazzi. Diversamente dagli adulti, per i ragazzi il computer non è un oggetto freddo, meccanico, estraneo. E' già un gioco con cui si possono fare scoperte. L’ambito del gioco e la sua modellizazione in rete attraverso la definizione delle ”regole del gioco ed il gioco delle regole”, assume una connotazione specifica in cui strategia, esperienza, astrazione, traslocabilità, diventeranno percorsi formativi, culturali e di orientamento. Il gioco non è di per sé ascientifico anzi è prescientifico e contribuisce alla costruzione di un atteggiamento di apertura mentale. Il vissuto quotidiano del gioco dei ragazzi, a tutti i livelli, è cultura dei ragazzi, ma non solo e le esperienze di gioco sono un ambito estremamente interessante per la rielaborazione e il ripensamento metacognitivo. Progettare o analizzare un gioco: vuol dire porsi una serie di domande, ricercare le possibili risposte  e accettare la possibilità di commettere errori imparando da essi. Comunicare un gioco significa saper determinare ed esprimere le regole del gioco. Costruire famiglie di giochi significa sapersi muovere attraverso la modifica delle regole e le teorie dei giochi diventano appropriazioni matematiche. Il gioco con regole visto come anticipo dell’inserimento in una società in cui anche le persone sono governate da regole. La proposta didattica suggerisce una modalità operativa che si pone in una prospettiva diversa e cioè quella di mettere i nostri alunni nella condizione di essere “produttori” invece che “consumatori”. Questo rappresenta già di per sé un grosso cambiamento di approccio e di mentalità. Si potrebbe anche dire che non è molto importante pensare di realizzare un gioco, ma essendo lo stesso gioco un elemento importante nella cultura quotidiana dei ragazzi, ecco che di fatto assume un ruolo rilevante e diventa una forte motivazione per l’apprendimento. Questa impostazione modificherà anche il ruolo del docente che da fornitore o trasmettitore di conoscenza diventerà consigliere: uno che insegna a studiare, studiando con i propri alunni. Il ruolo istituzionale si ribalterà e nella comunicazione sarà l’alunno a svolge la parte attiva ed il docente diventerà l’esperto dell’apprendimento. La sua parola d’ordine, in una logica in cui la conoscenza nella nostra società è in continuo cambiamento, sarà insegnare agli alunni “come apprendere quando se ne ha bisogno”, si dovrà insegnare agli alunni come essere autonomi nei processi di apprendimento.

 

4.4 – Impatto del progetto a breve e lungo termine,  rispetto ai previsti destinatari dell’azione A 

 

Come terzo compito il progetto assume l’impegno di trasferire in rete il suo output tecnologico-metodologico verso le altre scuole della Lombardia e di attivare le relative azioni di interscambio pertanto verrà realizzata una piattaforma comune che diventerà un polo di riferimento aperto al territorio della propria provincia e dove ogni scuola dell’azione A potrà trovare a sua disposizione i “kit didattici” che sono stati realizzati e modellizzati e dove ogni scuola del territorio avrà la possibilità di interagire con il sito realizzato in modo da poter utilizzare l’esperienze e potrà trovare spazio per inserire a sua volta nuove proposte.

 

4.5 - Verifica interna 

 

Le scuole partecipanti come primo compito comune operativo si scambieranno in rete le diverse unità didattiche già prodotte dalle singole scuole e sperimenteranno i loro percorsi didattici, sviluppati e potenziati dall’utilizzo delle tecnologie ipermediali e/o telematiche. Si tratta quindi di valorizzare quanto già fatto in classe, ripensandolo e ristrutturandolo, sfruttando ed evidenziando la plasticità degli ambienti multimediali.

Gli interscambi interni svilupperanno, circa le valenze e le migliori pratiche di ciascuna scuola una duplice finalità:

·    assicurare reciproci stimoli e arricchimenti dell’offerta formativa delle scuole aggregate

·    porsi come ambito di verifica della riproducibilità delle esperienze al di fuori della propria scuola per consolidare, perfezionare e potenziare ulteriormente con le risorse messe a disposizione

Alcuni docenti appartenenti alle singole scuole costituiranno un team di lavoro più ristretto che avrà lo scopo di tenere i contatti tra le scuole e successivamente il coordinamento dell’implementazione dei materiali in rete e la gestione attiva della piattaforma in rete.

 

4.6 - Trasferibilità esterna 

 

a) In particolare le scuole aggregate si impegnano ad elaborare, per l’area applicativa matematico-scientifica, moduli di diverso tipo:

·    moduli/kit di base, suscettibili di essere prevedibilmente trasferiti a scuole che si trovino in situazioni di partenza simili

·    moduli/kit intermedi, trasferibili a corrispondenti livelli di partenza, ma in condizioni più spinte per quanto concerne le condizioni organizzative;

      moduli/kit avanzati di interesse per realtà scolastiche già posizionate su  condizioni organizzative prevedibilmente più cresciute anche se non in modo diffuso all’interno di tutta la scuola.

 

b) I materiali prodotti verranno messi a disposizione, come materiali forniti in rete a supporto anche per le attività corsuali e di autoformazione assistita (Circ. Min. n° 55 del 21 maggio 2002), offrendo una proposta formativa qualificata.

 

4.7 – Feedback dall’esterno 

I “ritorni” che le altre scuole restituiranno si inseriranno in un contesto di “continuità dinamica”. Il gruppo di progetto si strutturerà come gruppo di studio metacognitivo e metaorganizzativo. Prenderà in esame i contributi espressi dalle altre scuole ed effettuerà un esame che si svilupperà nelle seguenti fasi:

FASE TEORICA

·         Esame dell’esperienza inserita nel contesto in cui si è sviluppata,

·         Confronto con le linee portanti del Progetto.

·         Confronto con i moduli del Progetto

·         Bilanciamento tra il contributo e il modulo corrispondente nel progetto

·         Verifica

·         Revisione del modello applicativo

·         Valutazione critica per una eventuale modifica delle linee di struttura su cui è impostato il modello scientifico

·         Confronto con l’equipe di lavoro della/e scuole che hanno fornito il “ritorno”

·         Eventuale  riprogettazione del modello

FASE APPLICATIVA

I ritorni verranno utilizzati in diversi ambiti:

·         disciplinare: applicazioni usufruibili dalle diverse discipline

·         ambito generale del curricolo:  confronto dei modelli teorici nell’ottica di una modificabilità dell’impianto (continuità in progress)

·         ambito progettuale: trasferibilità dei contributi per l’ampliamento dell’offerta formativa

·         ambito della collaborazione in rete per partecipazione a progetti europei / nazionali / regionali

·         ambito della collaborazione per la messa in comune di risorse specifiche (dalle competenze didattiche fino alle risorse materiali)

·         sviluppo di problematiche specifiche (orientamento / stranieri / disabili)

FASE COMUNICATIVA 

I ritorni e lo sviluppo degli stessi elaborato dal gruppo di progetto verranno messi a disposizione dell’esterno (non solo istituzioni scolastiche). Lo scopo è quello di costituire nella scuola un polo culturale / operativo usufruibile anche dalla cittadinanza. A questo scopo si prevede di dare visibilità nel territorio alla documentazione unitaria scaturita dai diversi interventi , in particolare da quelli che si prestano alla riproducibilità e allo sviluppo, al confronto fra diverse prassi di studio e ad interventi sul metodo.

Da questa fase si prevede un ulteriore ritorno in particolare dagli Enti Locali e da Associazioni private che possono collaborare a supporto del curricolo, tra cui:

·         Enti Locali

·         Università e Enti culturali

          Associazioni professionali

 

Il Progetto interprovinciale si è classificato al 4° posto ex equo e riceverà un cospicuo finanziamento dalla Direzione Scolastica Regionale

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L'immagine mostra un microscopio stilizzato inteso come strumento di indagine e ricerca approfondita

l'immagine mostra una scacchiera e due giocatori che si confrontano

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