| Classe 1A Zuara |
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Limpido, il cavallo alato |
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| Prefazione La prima A è molto spigliata, vivace e molto creativa. Grazie a queste qualità abbiamo deciso di metterci alla prova inventando una storia di genere fantastico. Nella nostra classe ci sono elementi molto vivaci e altri molto timidi, ma scambiando idee e opinioni siamo riusciti a conoscerci meglio e a capire i nostri pregi e i nostri difetti. I professori, sempre molto gentili e pazienti, ci hanno aiutato nel nostro percorso formativo e adesso, alla fine dell'anno siamo un gruppo compatto e armonico. Siamo in 23 , e ognuno si è impegnato al massimo per realizzare la storia dando il suo piccolo contributo. Abbiamo scritto, corretto, copiato, rivisto per arrivare finalmente alla stesura finale. Chi si è cimentato nell'arcobaleno dei colori ha illustrato, meglio che ha potuto, luoghi e personaggi della storia. Altri si sono imbattuti nei meandri delle regole grammaticali, alla ricerca dei modi e dei tempi più adeguati. Chi, tra un sinonimo e l'altro, ha cercato di evitare noiose ripetizioni. Chi infine, con pazienza e abilità, ha trascritto la storia, parola per parola, su sofisticati strumenti multimediali. |
| L'incontro
C'era una volta un prato verdeggiante. Nel prato galoppava, libero e selvaggio, un bellissimo cavallo bianco alato. Era molto difficile riuscire a scorgere il cavallo perché ogni volta che vedeva una persona, andava a nascondersi nei luoghi più impensabili. Per lungo tempo non si ebbero più tracce del cavallo. Un giorno Emily, una bambina dolce e sensibile, mentre cercava tra l'erba un quadrifoglio per la sua mamma, notò in lontananza una sagoma a tratti luminosa. La bambina un po' spaventata, ma anche incuriosita, cominciò a dirigersi verso il luogo da cui provenivano quegli strani bagliori. Emily si trovò di fronte allo stupendo animale e rimase ad ammirarlo per diversi minuti, sempre nascosta dietro il cespuglio. Passato lo stupore, Emily trovò il coraggio di avvicinarsi al cavallo e, strano a dirsi, invece di scappare, l'animale incontrò lo sguardo della bambina e lo scrutò attentamente. |

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Un giorno Emily, una bambina dolce e sensibile, mentre cercava tra l'erba un quadrifoglio per la sua mamma, notò in lontananza ... |

| La sfera magica
A questo punto avvenne un fatto straordinario perché quando Emily dette da mangiare al cavallo il quadrifoglio che aveva raccolto, il cavallo cominciò a parlare e disse:Grazie meravigliosa bambina, in segno di amicizia ti farò salire sulla mia groppa e ti porterò in un castello fatato. |


| Tra le varie stanze, una più incantevole dell'altra, una colpì l'attenzione della bambina perché al centro di essa, sospesa nell'aria, fluttuava una sfera luminosa. |
| Emily incantata e anche stupita da quello strano ed imponente globo, ebbe voglia di chiedere al cavallo a cosa servisse, ma si ricordò di non conoscere il nome della creatura, così gli domandò: Come ti chiami? Il cavallo rispose: Limpido. Limpido - riprese la bambina -a cosa serve quella bella sfera? Allora l'animale rispose che essa permetteva di vedere in ogni luogo della Terra e perfino le più lontane galassie. |
| Detto fatto il cavallo prese in groppa la bambina e volò tra le nuvole rosate fino a raggiungere un castello argentato circondato da fiori variopinti, lasciando dietro di sé una scia luminosa simile ad un arcobaleno. Emily affascinata e incuriosita dall'imponenza del castello, chiese al suo amico alato di farle visitare la sua dimora. |
| ...il cavallo prese in groppa la bambina ....., lasciando dietro di sé una scia luminosa simile ad un arcobaleno ... |
| ... e volò tra le nuvole rosate fino a raggiungere un castello argentato ... |
| Emily osserva il
mondo La fanciulla attratta dall'idea di poter osservare ogni luogo sconosciuto e remoto(della Terra) solo puntando un dito sull'enorme planisfero posto su una bianca parete, si avvicinò alla sfera che le mostrò un luogo bellissimo, ma deserto e spopolato. Emily si chiese dove si potesse trovare un luogo tanto triste e desolato. Essendo una bambina piena di vitalità e gioia amava si vedere posti colorati e pieni di fiori, ma non quelli spopolati. Così scelse un altro luogo da vedere nella sfera magica e attese. Apparve un luogo incantevole e, vicino ad un allegro ruscello, uno splendido cavallo nero come l'inchiostro, dall'aria dolce e indifesa. |

| La fanciulla attratta dall'idea di poter osservare ... solo puntando un dito sull'enorme planisfero |
| La comparsa del male
Ma non sempre è tutto d'oro ciò che luccica: infatti il cavallo, senza alcun motivo, iniziò a dimenarsi a mo' di chi è appena stato catturato e cerca di divincolarsi. Sconcertata Emily chiese a Limpido: Chi è quell'animale e cosa sta facendo? Il cavallo le rispose: E' il male, quello che porta miseria e sete nel mondo! Intanto dalle narici dell'animale uscivano lunghissime fiamme di fuoco il cui forte calore raggiungeva in pochi secondi vari punti della Terra. Ma così brucia tutto - sbottò la bambina - bisogna fermarlo, prima che prosciughi la poca acqua che è rimasta sul pianeta! - Lo so, è terribile - incalzò Limpido. |

| Apparve ... uno splendido cavallo, nero come l'inchiostro ... |
| Il Sacrificio
Ma io posso fare qualcosa: essendo nato puro potrei sacrificarmi per il mondo. Aggiunse il cavallo, serio. Emily, che aveva solo sette anni e non era quindi in grado di comprendere l'intensità del valore del sacrificio di Limpido, si mise a piangere sapendo che avrebbe perso, per una ragione che riteneva inutile, il suo grande amico. Limpido capì lo stato d'animo della fanciulla e quindi la condusse, mormorando parole gentili, in una camera dove c'era un comodo sofà. Le chiese di sdraiarsi e quindi la fece addormentare. Ella sognò qualcosa di terribile. Sognò che un mostro invisibile prosciugava col calore tutte le acque del pianeta e che ogni giorno la sete e la fame mietevano milioni di vittime nel mondo. |

| Limpido come un
angelo
In lacrime Emily si svegliò e prima che potesse chiedere cosa fosse successo, Limpido le disse addolorato: Purtroppo è la realtà, Adesso hai capito qual'è il mio compito? Si ora credo di aver capito. Disse ella singhiozzando. In un attimo Emily si trovò nel prato dove aveva incontrato il cavallo; alzò gli occhi nella notte, verso il cielo, e vide la sagoma del cavallo che si librava ad ali spiegate nel buio più profondo. Poi accadde tutto in un momento: Limpido scomparve dietro una nuvola e dal cielo prese a fioccare la neve, proprio come se all'improvviso, fosse giunto l'inverno. Emily pianse a lungo; poi si calmò, ricordandosi che con quel gesto molte persone avrebbero potuto salvarsi da morte sicura, infatti quell'estate nessuno sulla Terra soffrì la sete, nemmeno nelle regioni dell'Equatore. La neve aveva quasi ricoperto la bambina quando un fiocco cristallino, più grande degli altri, mormorò: Rimarrai per sempre nel mio cuore; ma ora vai a casa e non raccontare a nessuno il miracolo della neve d'estate. Epilogo Ogni anno in un giorno d'estate, dal cielo cadono milioni di stelle, simili a fiocchi di neve. |

| ... e vide la sagoma del cavallo che si librava ad ali spiegate ... |
| In un attimo Emily si trovò nel prato dove aveva incontrato il cavallo |
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Si ringrazia per la collaborazione la prof. Agata Fredella |